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Fritz Perls e la Gestalt
Il famoso psicologo e psicoterapeuta Friedrich Salomon Perls, che più comunemente e sbrigativamente era chiamato Fritz Perls, nasce a Berlino nel 1893. Dopo essersi laureato in Medicina e specializzato in Psicologia lo studioso avrà la fortuna di avere come maestri personaggi del calibro di Kurt Goldstein, Karen Horney e Wilhelm Reich. Nel 1934 essendo tedesco ebreo, si trovò per motivi razziali costretto ad emigrare in Sudafrica, presso Johannesburg dove nel 1935 riesce a fondare l’innovativo Istituto Sud Africano di Psicoanalisi. Solo qualche anno più tardi si trasferirà in America dove nel 1952 fonderà il Gestalt Institute of New York. In collaborazione con Goodman ed Hefferline scriverà il più grande testo relativo alla psicologia della Gestalt mai pubblicato con il titolo “Terapia della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità umana“.
Le teorie sviluppate dagli psicologi della Gestalt lo affascinarono non poco. Secondo queste innovative tendenze l’uomo non percepisce la realtà come un insieme di elementi distinti, ma questi vengono organizzati in sistemi significativi grazie al complicato processo percettivo. A corollario delle teorie della Gestalt sta il concetto di base che vede nel tutto più della somma delle sue parti. Questa semplice regola sarà in grado di spiegare le modalità di funzionamento del processo percettivo, e in generale dell’apparato psichico. L’esempio più palese è quello della figura geometrica. Se si osserva un quadrato, non lo si percepisce come un insieme di quattro linee e quattro angoli, ma come un insieme unico. Il risultato finale dunque, il quadrato, è molto più della somma delle sue parti.
Definita dottrina olistica, la psicologia della Gestalt non si accontenta di analizzare gli elementi e le componenti, ma si interessa maggiormente del fenomeno. Quando Fritz Perls e la psicologia della Gestalt applica queste teorie all’uomo vien fuori che la persona è da intendersi non come un’insieme di parti che la compongono, corpo,mente, pensieri, immaginario, sentimenti, movimento, ma come una totalità ben più complessa. Il funzionamento della persona è dato dall’integrazione di tutti questi elementi nel tempo e nello spazio.
Ecco perché la psicologia della Gestalt non si accontenta di curare un semplice aspetto della persona, ma preferisce piuttosto curare l’unità. Il processo omeostatico prende particolare importanza all’interno delle teorie diffuse da Fritz Perls e da tutta la dottrina Gestalt. Si tratta del processo che governa le funzioni basilari della vita, e che ha lo scopo di conservare inalterato l’equilibrio dell’organismo. Ogni sua alterazione causa mutamenti dello stato della salute.
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