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  • Meditazioni di Osho

    Date: 2010.07.09 | Category: Meditazione | Risposte: 0

    Meditazione, relax, benessere sono tutti termini che trovano una certa affinità, eppure la società di oggi, frenetica e veloce non consente, il più delle volte, che l’uomo si fermi per qualche ora al giorno per dedicarsi al proprio benessere mentale.

    Perché l’uomo occidentale meditasse era necessario che la meditazione stessa venisse stravolta ma non per questo modificata radicalmente e cambiasse volto, mostrandosi adatta alla vita comune. E’ stato grazie alle tecniche di Osho che la meditazione è diventata qualcosa di totalmente nuovo, qualcosa di difficilmente catalogabile e descrivibile tanto che oggi può essere rumore e movimento, domani danza vorticosa o emozioni urlate.

    Si ma chi è Osho? Un maestro non convenzionale, un personaggio che con molta difficoltà potrà essere associato all’una o all’altra tipologia umana, dotato di un umorismo pungente il cui principale merito è stato appunto quello di aver reinventato la meditazione offrendo anche agli occidentali la possibilità di usufruirne.

    E’ cosi che la meditazione diventa uno stato di non mente, un tentativo di lasciare che qualcosa avvenga ma in uno spazio protetto. E questo spazio non necessariamente sarà costituito da luci soffuse e silenzio. Molto più spesso la meditazione Osho propone tecniche in movimento, attraverso le quali si potranno raggiungere dei veri e propri stati di trance. Vincolo fondamentale è che durante il movimento ci si senta se stessi, si riesca realmente a liberarci da tutto quello che lega la vita di ciascuno di noi, impedendo che questa sia al cento per cento soddisfacente.

    A rendere ancora più caratteristica la meditazione Osho, se già non lo fosse a sufficienza, è l’alternarsi al sui interno di diverse fasi che rendono la tecnica particolarmente complessa. Al dinamismo si contrappongono infatti lunghi momenti di stasi e viceversa, al rumore silenzio, all’espressione delle proprie emozioni lunghi momenti di ascolto dei propri pensieri. Tutto questo sarà fondamentale per mettere in mostra i propri sentimenti e stati d’animo in modo spontaneo e  prenderne coscienza iniziando a trasformarli in qualcosa di meravigliosamente positivo.

    Per questo le meditazioni si dimostrano particolarmente lunghe.  Se prendiamo in considerazione l’Aum Meditation ad esempio ci riferiamo ad una meditazione lunga 12 fasi ciascuna delle quali durerà 15 minuti, tutto un alternarsi di silenzi, rumori, stasi, danza, amore, odio, follia, riso e serenità. Si comprenderà come i sentimenti non fanno altro che fluire e scorrere, e se li si lascia andare ciascuno di noi sarà certamente più in pace con se stesso.

  • Massoterapia

    Date: 2010.07.08 | Category: Massaggio | Risposte: 0

    Parlare di  Massoterapia significa riferirsi ad un insieme di cure che vengono realizzate grazie al massaggio di diverse parti del corpo del paziente. La sua origine è da ricercarsi in oriente, in Cina per l’esattezza, paese nel quale ancora oggi viene praticata con una certa costanza. DA li negli ultimi decenni ha raggiunto non solo l’Italia ma l’occidente tutto.

    Oggi la massoterapia è praticata in numerosi centri specializzati e rappresenta uno dei più noti e riconosciuti trattamenti fisioterapici. Scopo della massoterapia, che viene praticata sull’epidermide a livello superficiale, è quello di migliorare il trofismo dei tessuti, migliorare la circolazione del sangue, favorire nel caso in cui sia necessario l’eliminazione delle scorie metaboliche e soprattutto del grasso in eccesso, regalando al fisico una maggiore mobilità ed elasticità.

    L’azione rilassante del massaggio restituirà tono alla pelle, benessere ai tendini e legamenti, interessandosi soprattutto delle parti che sono andate soggette a traumi come ad esempio contratture, problemi reumatici o nervosi.

    Visto il campo d’azione davvero ampio la massoterapia è utilizzata in diversi settori come ad esempio la dermatologia, la reumatologia o la traumatologia. In quest’ultimo caso attraverso un massaggio mirato ma soprattutto attraverso la riattivazione della circolazione si renderà più veloce l’eventuale riassorbimento di ematomi ed edemi.

    Durante la pratica massoterapica normalmente non vengono utilizzati altri strumenti se non le mani, anche se in alcune circostanze è richiesta l’interazione con alcuni apparecchi, specialmente nel caso di massoterapia sportiva, sedute curative o rilassanti.

    Normalmente un massaggio non va mai oltre l’ora e il rilassamento profondo del paziente, nonché le migliorie fisiche invitano a rinnovare periodicamente le sedute.

    Dobbiamo ricordare almeno quattro applicazioni specifiche della massoterapia:

    1)    Il linfodrenaggio che viene normalmente praticato per la cura dei fastidiosi inestetismi causati dalla cellulite, e in casi meno rari per la cura di edemi linfostatici.

    2)    Il reiki termine composto che significa letteralmente aspetto universale (rei) ed energia (ki). Attraverso  un lievissimo massaggio cutaneo verrà restituita al fisico l’energia vitale, ristabilendo un piacevole equilibrio fra benessere mentale, spirituale e fisico del paziente.

    3)    Il massaggio shiatsu che possiede l’obbiettivo di ristabilire i flussi di energia presenti nel corpo del paziente attraverso delle pressioni localizzate, in perfetta corrispondenza con i meridiani del corpo.

    4)    Il massaggio connettivale, una tipologia di massaggio forse meno conosciuta ma non per questo meno efficace. Il fine è quello di attivare attraverso i riflessi, meccanismi di muscolatura liscia e scheletrica, normalmente lontani dall’applicazione.

  • Medicina Ayurvedica

    Date: 2010.07.08 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    La medicina ayurvedica è la naturale tradizionale indiana. La sua origine è antichissima e le sue radici si ritrovano nell’India di settemila anni fa. Il termine ayurveda è di origine sanscrito e letteralmente significa conoscenza della vita. La medicina ayurvedica dunque altro non è se non quella scienza che si prefigge di conoscere la vita.

    Gli obbiettivi principali di chi la pratica sono quattro:

    • prevenire le malattie;
    • prendersi cura della salute;
    • mantenere uno stato di salute;
    • migliorare la longevità.

    Seppure alcuni la considerano esclusivamente una medicina, per gli indiani che la praticano si tratta piuttosto di una filosofia di vita, intenta a mantenere il benessere fisico e insieme mentale. L’ayurveda è infatti convinto che la salute, intesa come  equilibrio delle energie vitali, sia fondamentale per raggiungere una qualsiasi evoluzione spirituale.

    Ambiti d’azione della medicina ayurvedica sono i più svariati e nella cura dei propri pazienti questa scienza oggi rivalutata anche a livello occidentale,  tiene in considerazione l’ambiente nel quale il malato vive, la sua alimentazione ma soprattutto lo stato della sua crescita spirituale.

    Si tratta a tutti gli effetti di una medicina naturale che nell’elaborazione della cura a qualsiasi male utilizza sostanze naturali, prime fra tutte le erbe, i massaggi, e moltissime terapie di purificazione del corpo e della mente in associazione con tecniche di rilassamento.

    Più nello specifico, la medicina è tesa a cancellare quella netta separazione che spesso esiste fra il Se Illimitato e le espressioni del relativo. Con queste ultime si intende il corpo, i sensi e la mente.

    E’ questa separazione, comunemente detta errore dell’intelletto ad originare le malattie. Appare ovvio dunque che chiunque segua questa medicina e questa filosofia di vita cercherà prima di tutto di creare una situazione di equilibrio fra la mente e il corpo,stimolando perpetuamente la consapevolezza della propria natura.

    La medicina ayurvedica, dopo lo yoga oggi praticato da una folta schiera di popolazione occidentale, sta conquistando Europa ed America soprattutto per via del fatto che i suoi principi, immutabili non si possono confondere con alcuna corrente dottrinale. Si tratta piuttosto di elementi dettati dal buon senso che tradizionalmente si trovavano in ogni medicina e con il tempo sono stati soppiantati dalle moderne tecniche di cura.

    Fra le parti del corpo che maggiormente vengono prese in considerazione durante la diagnosi ayurvedica debbono essere citate la lingua, il polso, il viso, gli occhi e le unghie.

  • Cultura alimentare e Dieta a confronto.

    Date: 2010.05.05 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Nei giornali femminili se ne parla spesso. Anche in quelle riviste che tentano di parlare di sport e benessere. Sto parlando delle “diete”.

    Si va da quella del mango fino a quella più famosa come la dieta Zona di Sears. Tutte le diete si concentrano solo sulle calorie, nessuna si interessa del benessere psicofisico dell’individuo. L’idea è semplice: seguo una dieta più o meno stretta così dimagrisco. Et voilà!

    Sto scrivendo dopo aver fatto esperienza di molte diete e metodi per tenere sotto controllo il peso. Sono passato dal classico conto delle calorie maniacale fino alla cucina Ayurvedica centrata sulla qualità del cibo e per nulla sulle calorie. Per poco tempo funziona tutto, anche la famosa dieta a Zona e perfino la cucina Ayurvedica senza contare le calorie. Per fortuna la nostra vita è più lunga del tempo di una dieta, quindi superato un certo periodo il corpo-mente si “ribella” e ritorniamo al nostro vecchio stile di alimentazione. Lo stesso stile che ci ha portato in sovrappeso.

    Dopo tante delusioni, un anno fa ho avuto il piacere di leggere un paio di libri dedicati all’alimentazione del ingegnere Roberto Albanesi. Dopo aver letto e praticato tanto sull’argomento ho effetuato una lettura critica e attenta. Le teorie di Albanesi non sono teorie. Albanesi parla soprattutto di modelli alimentari: anzi un solo modello, che ha chiamato “Dieta Italiana”.

    La Dieta Italiana è un modello molto pratico che introduce rispetto alle altre diete un paio di fattori interessanti per l’utente finale (ossia il grassottello di turno, in questo caso io!). Il primo fattore importante è l’indice di sazietà: questo paramentro permette di scegliere e di unire più cibi insieme per preparare piatti che siano ipocalorici, ma soprattuto sazianti.

    La sensazione di sazietà è una delle più belle cose che esista al mondo! Non c’è di più bello che mangiare fino a sentirsi sazi. Ci sono cibi che a parità di quantità calorica saziano meno. La Dieta Italiana permette di usare qualsiasi cibo (perfino la Nutella), ma dosando gli ingredienti in base all’ indice di sazietà oltre che a quello calorico.

    L’altra introduzione nel modello alimentare di Albanesi rispetto agli altri è l’appetibilità. Un fattore psicologico importante che coinvolge anche la fisiologia. Legato all’odore del cibo o al suo colore. L’appetibilità è la “ciliegina sulla torta” di questo modello alimentare.

    Dalla Dieta Italiana nasce la cucina ASI (Appetibile, Saziante, Ipocalorica). Grazie all’ingegnere Tibaldi ed il nutrizionista Dr. Vania esiste un intero sito (www.cibo360.it) dove è possibile trovare centinaia di ricette ASI.

    Il modello alimentare di Albanesi trova una totale esecuzione pratica nella cucina ASI, ma la Dieta Italiana non è solo questo. Un concetto fondamentale della Dieta Italiana è la coscienza alimentare. La consapevolezza di quello che mangiamo, della qualità e della quantità, è fondamentale per rimanere sani.

    Dopo anni di test sono giunto alla conclusione che una dieta ci rende stupidi ,per questo è possibile seguirla per poco tempo. E’ una offesa alla nostra intelligenza seguire una dieta rigida e chiusa, sopratutto non appetibile.

    La consapevolezza alimentare è l’unica strada per risolvere ogni problema di sovrappeso (non l’obesità!). Dalla consapevolezza nasce la creatività, conoscendo la qualità e la quantità dei cibi posso realizzare qualsiasi piatto che sia saziante, appetibile e ipocalorico (ASI). Senza consapevolezza è impossibile vivere in armonia con la propria alimentazione. Allora davvero è semplice: primo, conoscere la quantità di calorie giornaliere (come sedentari) assimilabili per ritornare in peso forma. Secondo, costruirsi un programma di alimentazione basato sui propri gusti ( e non su quelli del dietologo).

    La domanda nasce spontanea, ma allora alla fine dobbiamo tutti saper cucinare per essere in forma e non vivere con quei 10kg in più? Risposta: si! Ma quella è la parte più facile se non avete mai cucinato in vita vostra. La difficoltà può esistere per chi ha imparato a cucinare dalla mamma o comunque in famiglia. A quel punto la cosa fondamentale è “smantellare” o “integrare” con coscienza la vecchia cultura alimentare per poter vivere una nuova cultura alimentare basata sul gusto ma anche sulla salute.

    Sto scrivendo questo articolo perchè sono passati 12 mesi da quando ho inziato a leggere i libri del Ing. Albanesi e Ing. Tibaldi, da allora ho messo in pratica molti consigli, ma la cosa più bella che mi sia capitata è stata di aver “trovato” la mia coscienza alimentare.

    Oggi posso mangiare qualsiasi cosa, con consapevolezza delle calorie ingerite e della sazietà che quel cibo mi procurerà. Le mie scelte sono diventate senza sforzo le migliori possibili per essere in forma. In pratica non devo rinunciare a nulla, basta solo saziarsi con gusto. Il corpo-mente non rifuta questo modello alimentare perchè non è rigido, ma creativo. Se non vogliamo fare più diete possiamo iniziare da un programma ASI per poi dopo 30giorni finire con l’aver appreso una cultura alimentare “scritta”(da noi) su misura per noi (e non dalla mamma o gli spot televisivi!).

    La cultura alimentare non è una dieta, ma sono le vostre scelte quando andate al supermercato, al ristorante o state in cucina davanti ai fornelli.

    La mossa vincente è puntare a crearsi una propria cultura alimentare e dimenticare tutte le diete del mondo. Adesso mi sembra facile dirlo, quindi pensateci bene: mettereste mai dello zucchero nella vostra auto più di quanto il serbatoio ne possa contenere?

    Link sulla Dieta Italiana: www.dietaitaliana.it
    Il sito dell’Ing. Albanesi: www.albanesi.it

    (Scritto da Francesco Ferrante)

  • Bioenergetica e Osho Rebalancing.

    Date: 2010.05.05 | Category: Massaggio | Risposte: 0

    Una domanda ad Unmila Malfatti professionista da 22 anni di massaggio profondo.

    D: Hai parlato di W. Reich, di Lowen: ora vorrei sapere cos’è stata per te l’esperienza con la bioenergetica.

    Negli anni settanta a Milano dove vivevo, arrivò questo nuovo tipo di terapia. In quel tempo mi ero avvicinata all’analisi per cercare di risolvere il mio male-essere esistenziale.
    Mentre seguivo la mia terapia settimanalmente, qualcuno mi parlò di questi nuovi stages di gruppo. La mia curiosità e la mia sete di conoscere in pratica ciò che avevo solo letto, mi spinse ad iscrivermi.
    Ne ho un ricordo molto controverso.
    Nonostante mi ritenessi di larghe vedute, fui alquanto shockata dalla nudità, dalla violenza a volte dell’espressione: dubitai e desistetti.

    Qualche anno dopo, ad analisi conclusa, mi trovai in Olanda per un gruppo residenziale di 15 giorni. Il contesto era particolare, una comune di discepoli di Osho, allora chiamato Baghavan.
    Anche lì usavano la bioenergetica.
    Uscii dal gruppo senza voce per il tanto urlare (male), ma con un’energia nel corpo inenarrabile, con una chiarezza nella mente inusuale per me, arrivai a Milano in pieno inverno, con le maniche corte dal caldo che avevo. Trovai nella casella un depliant con l’offerta del primo corso professionale della durata di un anno di Postural Integration.
    Mi iscrissi anche se avevo in tasca solo cinquantamila lire ed il training ne costava due milioni e non sapevo dove trovarli. Non solo feci quel corso, ma grazie a quello e all’esperienza in Olanda arrivai poi all’ Osho Rebalancing.

    Anche l’impostazione del massaggio chiamato Postural Integration si basa sulla lettura bioenergetica del corpo e interviene per ripristinare l’equilibrio perduto.
    Quando provai su di me l’Osho Rebalancing, in America, capii che quella era la modalità che voleva il mio corpo, la mia mente e la mia anima.
    Così tornai in Italia, raggranellai i soldi per tornare e ricominciare da tre. Avevo già imparato il massaggio connettivale profondo, ma ricominciare ad impararlo in un contesto residenziale di quattro mesi, di lavoro quotidiano col massaggio, la bioenergetica, la meditazione, il respiro, la danza, l’espressione corporea il counseling, la neurolinguistica.

    Fu un’esperienza incredibile. Era un altro tipo di scuola. La cosa che mi metteva più in difficoltà era disimparare la tecnica in sè, ed imparare, invece, ad usare le tecniche col cuore.
    Cambiò così tanto il mio modo di guardare la vita, che decisi dopo qualche anno di assistentato di frequentare il corso per teachers, così da poter condividere la mia meravigliosa, amorevole e rivitalizzante esperienza

  • Il Massaggio profondo: comunicazione che arriva al Cuore.

    Date: 2010.05.04 | Category: Massaggio | Risposte: 0

    Intervista a Unmila Malfatti, professionista da 22 anni di massaggio profondo e trainer di Osho Rebalancing.

    D: Cos’è il massaggio profondo?

    E’ comunicazione che arriva al cuore delle persone. Il massaggio ha rappresentato per me un canale di comunicazione sia con me stessa sia con gli altri, oltre la parola. Ho scoperto che le mani hanno una capacità di comunicazione al di là del tempo, delle barriere nazionali, al di là dell’immaginabile.
    Le mani possono arrivare all’anima, se, per anima, intendiamo la parte più pulita in assoluto da sempre, e per sempre del nostro Essere. Sono parole forti lo so, ma scaturiscono dalla mia esperienza e sono pronta a sostenerle.

    Non so quanti corpi ho avuto l’onore di toccare negli ultimi vent’anni, ma so per certo che una volta posate le mie mani su un corpo, non c’erano più pensieri, forme-giudizio, persone belle o meno belle, grasse o magre, malate o sane. C’erano Persone, ovvero, esseri umani che sentivo amarsi poco, che tenevano congelata l’ energia del proprio cuore per questo soffrivano di vari dolori, e man mano (scusate il ripetersi della parola “mano”, qui oltremodo necessaria) si lasciavano con-tattare.(toccare con tatto) Il lucchetto del cuore si apriva (perchè non era mai stato veramente chiuso) e il benessere (benessere) cominciava a fluire. La persona a quel punto sceglieva di addormentarsi, o scorrevano lacrime, o a volte, scoppiava in una sonora risata.

    Mi chiedi cosa significa per me “massaggio profondo“. L’unico senso di un massaggio non è curare, ma arrivare al cuore, a volte all’anima della persona e lasciare che il guaritore interno agisca e rimetta a posto le cose andate in disordine. L’energia appunto, l’energia vitale.
    Può accadere questo? Sembra proprio che sì. Chi è l’ammalato? Chi sta male? Quello stesso “chi”, così come ha trovato la risorsa della malattia per sfuggire al proprio benessere, così ritrova la via di casa per stare bene di nuovo. A volte la via è tortuosa, solo perchè per mille e un condizionamento siamo più attaccati e abituati a star male che a star bene.

    Ci ricordiamo di avere un corpo solo quando duole, e conduciamo una vita in maniera presuntuosa senza rispettare l’ordine del creato. Prima viene il corpo, poi viene scritta la piccola mente (credenze, condizionamenti, morale, ect.) che va a sovrascrivere la grande mente, quella del cuore, quel dono divino che ci differenzia dagli animali. La piccola mente fa da tiranna e pretende di sapere, e spesso ci fa fare cose veramente simili alle torture: camminare sui talloni, martellando così la spina dorsale ad ogni passo, tenere in dentro la pancia (e fuori il sedere) impedendoci così di respirare a pieni polmoni e costringendoci a tenere il collo piegato all’indietro per stare dritti.
    Potrei andare avanti con un elenco interminabile e aggiungere il malessere di quanti e quali organi vitali siano legati ad una postura sbilanciata o ad una funzionalità corporea bloccata.

    Il massaggio oltre a lenire il dolore superficiale, aiuta a prendere di nuovo contatto con l’ armonia naturale del corpo e ripristinare l’ordine in base alla forza di gravità; e più il massaggio “affonda” nel corpo, più facile e veloce è il superamento dell’ostacolo. Uso la parola affondare perchè il corpo è acquoso al novanta per cento, per questo è facile arrivare in fondo, e in fondo, sotto tutto e tutti, lì c’è ancora intatto il motivo per cui siamo qui su questa terra. C’è il “sì” alla vita.

  • Confessioni di una Bodyworker.

    Date: 2010.05.04 | Category: Massaggio | Risposte: 0

    Intervista a Unmila Malfatti, professionista da 22 anni di massaggio profondo e trainer di Osho Rebalancing.

    D: Da quanti anni svolgi questa professione e cosa significa per te?

    Sono più di 22 anni che il corpo umano e le sue funzioni hanno attirato la mia attenzione, il mio interesse e stimolato la mia curiosità. Ho girato e amo girare ancora un pò di mondo sia a est (oriente) che ad ovest (america) per incontrare esperti nel campo detto paramedico o di ricerca o ultimamente new age. Ho partecipato a corsi di formazione o semplicemente stages, a volte per approfondire questo o quell’aspetto dell’approccio al corpo. Molti di questi corsi partivano da una visione reichiana (Reich: padre della bioenergetica) del corpo. Altri ne facevano una lettura più orientale: “equilibrio o squilibrio”.

    Quello che avevano in comune era ciò che mi aveva attirato all’inizio: il corpo, finchè è vivo, contiene in sè le risorse per la guarigione. La vita, è l’aspetto magico del corpo. La possiamo chiamare energia vitale,Yin e Yang, bio-energetica. Comunque la chiamiamo, stiamo parlando di come viviamo e che uso facciamo del dono della vita. Ne possiamo fare un problema o possiamo frammentare la nostra unità corpo-mente-spirito in corpo, mente, spiritualità o religiosità creando una molteplicità di problemi. Possiamo filosofeggiare sui vari aspetti esistenziali, ma giriamo intorno sempre e solo ad un’ unica cosa: la Vita, in quanto dono da usare al meglio.

    Occuparmi del Corpo, per me, ha voluto dire prendere atto che l’unica cosa tangibile e concreta da cui potevo partire per occuparmi di me era il mio corpo. Il mio corpo agiva, pensava, aveva emozioni e, se ero attenta e disponibile, potevo sentire “dove, come e quando” e, accettare ciò che stava succedendo. A quel punto, usando tecniche appropriate (esercizi di bioenergetica, meditazione per raggiungere la consapevolezza del respiro, del movimento), scoprii d’avere anche il potere di ” cambiare ” ciò che mi dava male-essere, usando il mio stesso corpo. La Bioenergetica è stata la porta. La Meditazione la chiave che ha aperto porte e finestre alla Conoscenza. L’esperienza la via per Conoscere. Una via lunga davvero, senza fine a dire il vero, ma talmente interessante e generosa di comprensioni che ancora ho interesse a percorrere.

  • I sette Chakra…

    Date: 2010.05.04 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    1°: Chakra della radice “Muladhara” Le parti del corpo connesse sono: colonna vertebrale, ossa, denti, unghie e il sangue e la formazione delle cellule. Le ghiandole connesse sono: le surrenali.

    Se il primo chakra funziona in modo armonico, l’ esistenza sarà caratterizzata da soddisfazioni ,serenità, forza interiore, stabilità.

    Se i chakra superiori ad esempio si sono sviluppati maggiormente, di quelli inferiori, la sensazione che proverete di non completa appartenenza a questo mondo potrebbe indicare una carenza a livello del primo chakra.

    Se non funziona bene o è addirittura chiuso si sarà soggetti a identificarsi eccessivamente con gli aspetti materiali, soggetti a debolezze sessuali, si eccederà con il cibo , l’alcool ecc ecc. Sul piano fisico ci sarà l’incapacità a lasciarsi andare e il desiderio di possesso verrà esternato spesso in forma di stitichezza e sovrappeso. Si mancherà di resistenza fisica ed emotiva. Si potrà avvertire un senso di fuga rispetto alle situazioni da affrontare, ci si sentirà oppressi tutto questo fino a quando non si imparerà ad accettare le situazioni difficili come momenti fondamentali per il nostro cammino verso uno sviluppo olistico

    2°: Chakra sacrale “Svadhishthana” A livello fisico è collegato agli organi riproduttivi, reni e vescica. Tutti i liquidi come il sangue, la linfa, i succhi gastrici e lo sperma. Gli organi collegati sono le gonadi, ovaie prostata, testicoli.

    Il secondo chakra è il centro della creatività, delle energie sessuali e delle emozioni primordiali allo stato puro. Le nostre relazioni interpersonali, specialmente quelle con il sesso opposto, vengono influenzate dall’armonico o disarmonico funzionamento del secondo chakra.

    Il funzionamento armonico, si manifesta con lo scorrere naturale della vita e dei sentimenti, ci si apre a se stessi e agli altri con spontaneità e tranquillità. Si avverte in tutto il corpo un flusso di energia vitale che accarezza, anima e mente, quindi si avverte un senso di profondo appagamento. I sentimenti saranno spontanei, immediati.

    Un funzionamento disarmonico si verifica spesso nel periodo della pubertà in quanto il risveglio delle energie sessuali può infondere un senso di incertezza se ci si trova impreparati a gestire questo risveglio.

    Solitamente chi ha questo chakra bloccato o mal funzionante è incapace di esprimere spontaneamente il potenziale creativo della sessualità. Ne consegue, un manifestarsi in modo improprio di questa energia: eccessive fantasie sessuali oppure, repressione del desiderio sessuale che ogni tanto esplode. E’ importante consapevolizzare, che il motivo, per cui non si riesce ad ottenere un senso di appagamento, si trova all’interno di noi stessi.

    3°: Chakra dell’ombelico “Manipura” Le parti del corpo collegate sono: fondo schiena, addome, sistema digestivo, stomaco, fegato, milza cistifellea e sistema nervoso autonomo. Gli organi collegati sono (pancreas) fegato.

    Il terzo chakra viene anche definito anche, plesso solare, che rappresenta il nostro sole, il nostro centro di energia. Questa è la parte del nostro corpo da cui vengono irradiate le nostre energie emotive, è sempre questo centro a controllare per la massima parte i nostri rapporti con gli altri, le nostre antipatie e simpatie.

    Il compito più importante del terzo chakra è di affinare gli impulsi e i desideri dei chakra inferiori , consentendo a quelli superiori di manifestarsi nel mondo materiale per ottenere un appagamento più ampio.

    Lo stato generale del nostro umore dipende per larghissima parte dalla quantità di luce che consentiamo di far risplendere all’interno di noi stessi. Quando il terzo chakra è aperto, ci sentiamo illuminati, pieni di gioia. Se invece è bloccato ci sentiremo depressi o turbati, quindi anche la nostra visione della vita ne risentirà. Tramite il plesso solare percepiamo direttamente anche le vibrazioni delle altre persone e reagiamo di conseguenza. Se percepiamo, vibrazioni negative, la contrazione del terzo chakra ci avviserà del pericolo imminente.

    L’obiettivo però è rendere la nostra luce interiore talmente forte da avvolgere il nostro corpo come una se fosse una corazza protettiva.

    4°: Chakra del cuore “Anahata” Le parti del corpo associate sono: cuore, parte superiore della schiena, parte bassa dei polmoni, sangue, circolazione sanguigna, epidermide. Gli organi connessi sono il timo.

    Il chakra del cuore collega i tre centri inferiori fisici ed emotivi, ai tre centri superiori, mentali e spirituali. Tramite questo centro energetico riusciamo a cogliere la bellezza della natura come pure quel senso di armonia che esiste nella musica, nell’arte e nella poesia, è in questo chakra che immagini, suoni e parole si trasformano in sentimenti, il suo fine è arrivare ad una perfetta unione attraverso l’amore .

    Se il quarto chakra è completamente aperto, è il centro dell’amore profondo vero e incondizionato. Il quarto chakra svolge un ruolo decisivo nell’affinare le percezioni che accompagnano l’apertura del terzo occhio; infatti le più elevate capacità del terzo occhio si sviluppa simultaneamente con il chakra del cuore.

    Un chakra del cuore invece che funziona in modo non armonico si manifesterà in vari modi: un eccessivo altruismo, aspettandoci riconoscimenti o gratitudine in cambio dell’amore che abbiamo donato. Tenerezze e attenzioni ci metteranno a disagio.

    Sul pianofisico questo atteggiamento di solito viene accompagnato da un torace eccessivamente largo, che funge quasi da corazza di difesa interna contro ogni possibilità di attacco o sofferenza esterna. Saremo estremamente vulnerabili alle offese e dipendenti dall’amore e dall’affetto degli altri. Subentra instabilità e spesso stati depressivi.

    5°: Chakra della gola “Vishuddha” Le parti fisiche collegate sono: collo, gola e mascella. Orecchie, voce, trachea, bronchi, la parte superiore dei polmoni, esofago e braccia. Gli organi associati sono la tiroide.

    Il quinto chakra è il centro della capacità umana di esprimersi e comunicare Avere il quinto chakra completamente aperto vuol dire esprimere liberamente e senza remore i nostri sentimenti, pensieri e conoscenza interiore. Si sarà anche capaci di rivelare le proprie debolezze e mostrare le forze. Si possiederà l’abilitàdi esprimere completamente noi stessi attraverso la personalità. Se le circostanze lo richiederanno, si rimarrà in silenzio ad ascoltare gli altri con tutto il cuore e la comprensione. Liberi da pregiudizi e possedendo una grande apertura interiore, saremo aperti alla realtà delle dimensioni sottili dalle quali arriverà la guida della nostra voce interiore che ci accompagnerà lungo il cammino della nostra vita.

    Se invece questo chakra è bloccato verrà influenzato il livello di comunicazione fra mente e corpo e quindi o eccedere nella comunicazione o addirittura andare in chiusura, timorosi di viversi e portar fuori la propria conoscenza interiore.

    6°: Chakra della fronte “Ajna” Le parti del corpo collegate sono: volto, occhi, orecchie, naso. Cervelletto, sensi frontali, sistema nervoso centrale. L’organo collegato è la ghiandola pituitaria cioè l’ipofisi.

    La percezione consapevole dell’essere avviene tramite il sesto chakra.Questa è la sede delle più elevate facoltà mentali, delle capacità intellettuali di discernimento, nonchè della memoria e della volontà.

    Il terzo occhio completamente aperto ci da la possibilità di entrare in possesso di una capacità di visualizzazione molto sviluppata e della facoltà di intuire molte cose con immediatezza.

    La conseguenza più frequente del cattivo funzionamento di questo chakra è pesantezza alla testa. Saremo soggetti a ragionamenti disordinati confusi e totalmente dominati da conflitti emotivi irrisolti. Probabilmente saremo smemorati, la vita sarà disturbata, perderemo facilmente la testa nelle situazioni più impegnative, soggetti a vaneggiamenti sciocchi privi di uso, i nostri ragionamenti potrebbero conformarsi a quelli della maggioranza. La vita potrebbe essere dominata da desideri materiali, necessità fisiche ed emozioni incontrollate quindi reputeremo i ragionamenti e riflessioni spirituali solo una faticosa perdita di tempo.

    7°: Chakra della corona “Sahasrara” La parte fisica collegata è il cervello, l’organo collegato è la ghiandola pineale (Epifisi).

    Il settimo chakra accomuna in sè tutte le energie dei centri inferiori, è l’origine e il punto di partenza per la manifestazione delle energie di tutti gli altri chakra. La consapevolezza che ci arriva da questo centro energetico va al di là della conoscenza che ci deriva dal terzo occhio.

    Quando questo chakra si attiva, qualsiasi blocco presente negli altri centri energetici, finisce con il dissolversi.

    Non è corretto parlare di blocchi nel settimo chakra, può accadere che si sia sviluppato in misura maggiore o minore. Quando il chakra della corona inizia ad aprirsi, si attraverseranno momenti in cui la separazione tra la realtà interna ed esterna si dissolve sempre di più, non creando più fratture in noi stessi. La consapevolezza diventa completa. Tuttavia senza l’apertura di questo chakra, la vita potrebbe sembrarci senza senso e la paura della morte più forte. Solitamente quando ciò accade ci si rifugia in attività frenetiche, ci si ammala, e si è costretti al riposo.I messaggi del corpo non devono essere trascurati: potremo trovarci coinvolti in una esistenza superficiale ed impedire quindi che le nostre potenzialità si sviluppino completamente.

    (Scritto da Erika Paiotti)