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Meditazioni di Osho
Meditazione, relax, benessere sono tutti termini che trovano una certa affinità, eppure la società di oggi, frenetica e veloce non consente, il più delle volte, che l’uomo si fermi per qualche ora al giorno per dedicarsi al proprio benessere mentale.Perché l’uomo occidentale meditasse era necessario che la meditazione stessa venisse stravolta ma non per questo modificata radicalmente e cambiasse volto, mostrandosi adatta alla vita comune. E’ stato grazie alle tecniche di Osho che la meditazione è diventata qualcosa di totalmente nuovo, qualcosa di difficilmente catalogabile e descrivibile tanto che oggi può essere rumore e movimento, domani danza vorticosa o emozioni urlate.
Si ma chi è Osho? Un maestro non convenzionale, un personaggio che con molta difficoltà potrà essere associato all’una o all’altra tipologia umana, dotato di un umorismo pungente il cui principale merito è stato appunto quello di aver reinventato la meditazione offrendo anche agli occidentali la possibilità di usufruirne.
E’ cosi che la meditazione diventa uno stato di non mente, un tentativo di lasciare che qualcosa avvenga ma in uno spazio protetto. E questo spazio non necessariamente sarà costituito da luci soffuse e silenzio. Molto più spesso la meditazione Osho propone tecniche in movimento, attraverso le quali si potranno raggiungere dei veri e propri stati di trance. Vincolo fondamentale è che durante il movimento ci si senta se stessi, si riesca realmente a liberarci da tutto quello che lega la vita di ciascuno di noi, impedendo che questa sia al cento per cento soddisfacente.
A rendere ancora più caratteristica la meditazione Osho, se già non lo fosse a sufficienza, è l’alternarsi al sui interno di diverse fasi che rendono la tecnica particolarmente complessa. Al dinamismo si contrappongono infatti lunghi momenti di stasi e viceversa, al rumore silenzio, all’espressione delle proprie emozioni lunghi momenti di ascolto dei propri pensieri. Tutto questo sarà fondamentale per mettere in mostra i propri sentimenti e stati d’animo in modo spontaneo e prenderne coscienza iniziando a trasformarli in qualcosa di meravigliosamente positivo.
Per questo le meditazioni si dimostrano particolarmente lunghe. Se prendiamo in considerazione l’Aum Meditation ad esempio ci riferiamo ad una meditazione lunga 12 fasi ciascuna delle quali durerà 15 minuti, tutto un alternarsi di silenzi, rumori, stasi, danza, amore, odio, follia, riso e serenità. Si comprenderà come i sentimenti non fanno altro che fluire e scorrere, e se li si lascia andare ciascuno di noi sarà certamente più in pace con se stesso.
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Theta Healing
Quando parliamo di Theta Healing ci riferiamo ad una antichissima tecnica di guarigione olistica che è stata rivista e riportata in auge di recente dall’americana Vianna Stibal naturopata sensitiva. Si tratta grosso modo di uno stato meditativo che coinvolge non solo il fisico, ma anche la mente e il livello spirituale di ciascun praticante e conduce ad una equilibrata guarigione.Durante la meditazione attraverso la tecnica Theta Healing si potrà imparare a raggiungere un profondo stato meditativo e una disarmante condizione di relax. Durante la meditazione il cervello inizierà ad emettere onde theta, per intenderci le stesse che emette esclusivamente durante alcuni particolari momenti del sonno o magari durante una seduta ipnotica. L’emissione di queste onde consentirà a chi pratica la meditazione secondo tecnica Theta Healing di entrare in connessione con l’energia universale detta Fonte Creatrice in modo tale da diventare creatore, collaboratore e testimone del proprio processo evolutivo che altro non è se non la propria guarigione.
Questo genere di meditazione, ancora poco conosciuta ma definita particolarmente efficace da chi la pratica basa le proprie teorie su principi scientifici, su pensieri creativi, ma il legame più forte è quello incondizionato con la divinità che si potrà raggiungere attraverso la preghiera. Ben si lega inoltre con i principi della medicina Indiana e con quella cinese, sfruttando i concetti di meridiani e di chakra, e intendendoli come punti di transito dell’energia vitale che scorre in ciascun essere vivente.
Il principio basilare del Theta Healing è particolarmente semplice: tutto quello che accade a ciascuno di noi è una propria creazione. L’uomo secondo questa filosofia è inteso come una calamita che attrae eventi, situazioni o addirittura persone grazie a quella particolare frequenza energetica che si emette, diversa in ciascuno di noi e che può mutare di momento in momento.
Il segreto per vivere una buona vita dunque è quello di ripulire la propria energia personale, cancellando le convinzioni limitanti, o inserendo quelli che sono sentimenti mancanti in modo che l’individuo abbia la capacità di attrarre all’interno della propria vita ciò che desidera e che riuscirà a farlo vivere meglio.
La tecnica Theta Healing è insegnata oramai in tutta Europa e negli ultimi anni ha raggiunto anche l’Italia. Grazie a questa tecnica si potranno inaugurare processi di guarigione emotiva, spirituale e soprattutto fisica.
Ovviamente il Theta Healing non dovrà essere intesa come tecnica capace di sostituire la medicina convenzionale, ma potrà essere un eccellente collaboratrice per il ripristino di un ottimo equilibrio energetico.
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Massoterapia
Parlare di Massoterapia significa riferirsi ad un insieme di cure che vengono realizzate grazie al massaggio di diverse parti del corpo del paziente. La sua origine è da ricercarsi in oriente, in Cina per l’esattezza, paese nel quale ancora oggi viene praticata con una certa costanza. DA li negli ultimi decenni ha raggiunto non solo l’Italia ma l’occidente tutto.Oggi la massoterapia è praticata in numerosi centri specializzati e rappresenta uno dei più noti e riconosciuti trattamenti fisioterapici. Scopo della massoterapia, che viene praticata sull’epidermide a livello superficiale, è quello di migliorare il trofismo dei tessuti, migliorare la circolazione del sangue, favorire nel caso in cui sia necessario l’eliminazione delle scorie metaboliche e soprattutto del grasso in eccesso, regalando al fisico una maggiore mobilità ed elasticità.
L’azione rilassante del massaggio restituirà tono alla pelle, benessere ai tendini e legamenti, interessandosi soprattutto delle parti che sono andate soggette a traumi come ad esempio contratture, problemi reumatici o nervosi.
Visto il campo d’azione davvero ampio la massoterapia è utilizzata in diversi settori come ad esempio la dermatologia, la reumatologia o la traumatologia. In quest’ultimo caso attraverso un massaggio mirato ma soprattutto attraverso la riattivazione della circolazione si renderà più veloce l’eventuale riassorbimento di ematomi ed edemi.
Durante la pratica massoterapica normalmente non vengono utilizzati altri strumenti se non le mani, anche se in alcune circostanze è richiesta l’interazione con alcuni apparecchi, specialmente nel caso di massoterapia sportiva, sedute curative o rilassanti.
Normalmente un massaggio non va mai oltre l’ora e il rilassamento profondo del paziente, nonché le migliorie fisiche invitano a rinnovare periodicamente le sedute.
Dobbiamo ricordare almeno quattro applicazioni specifiche della massoterapia:
1) Il linfodrenaggio che viene normalmente praticato per la cura dei fastidiosi inestetismi causati dalla cellulite, e in casi meno rari per la cura di edemi linfostatici.
2) Il reiki termine composto che significa letteralmente aspetto universale (rei) ed energia (ki). Attraverso un lievissimo massaggio cutaneo verrà restituita al fisico l’energia vitale, ristabilendo un piacevole equilibrio fra benessere mentale, spirituale e fisico del paziente.
3) Il massaggio shiatsu che possiede l’obbiettivo di ristabilire i flussi di energia presenti nel corpo del paziente attraverso delle pressioni localizzate, in perfetta corrispondenza con i meridiani del corpo.
4) Il massaggio connettivale, una tipologia di massaggio forse meno conosciuta ma non per questo meno efficace. Il fine è quello di attivare attraverso i riflessi, meccanismi di muscolatura liscia e scheletrica, normalmente lontani dall’applicazione.
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Medicina Ayurvedica
La medicina ayurvedica è la naturale tradizionale indiana. La sua origine è antichissima e le sue radici si ritrovano nell’India di settemila anni fa. Il termine ayurveda è di origine sanscrito e letteralmente significa conoscenza della vita. La medicina ayurvedica dunque altro non è se non quella scienza che si prefigge di conoscere la vita.Gli obbiettivi principali di chi la pratica sono quattro:
- prevenire le malattie;
- prendersi cura della salute;
- mantenere uno stato di salute;
- migliorare la longevità.
Seppure alcuni la considerano esclusivamente una medicina, per gli indiani che la praticano si tratta piuttosto di una filosofia di vita, intenta a mantenere il benessere fisico e insieme mentale. L’ayurveda è infatti convinto che la salute, intesa come equilibrio delle energie vitali, sia fondamentale per raggiungere una qualsiasi evoluzione spirituale.
Ambiti d’azione della medicina ayurvedica sono i più svariati e nella cura dei propri pazienti questa scienza oggi rivalutata anche a livello occidentale, tiene in considerazione l’ambiente nel quale il malato vive, la sua alimentazione ma soprattutto lo stato della sua crescita spirituale.
Si tratta a tutti gli effetti di una medicina naturale che nell’elaborazione della cura a qualsiasi male utilizza sostanze naturali, prime fra tutte le erbe, i massaggi, e moltissime terapie di purificazione del corpo e della mente in associazione con tecniche di rilassamento.
Più nello specifico, la medicina è tesa a cancellare quella netta separazione che spesso esiste fra il Se Illimitato e le espressioni del relativo. Con queste ultime si intende il corpo, i sensi e la mente.
E’ questa separazione, comunemente detta errore dell’intelletto ad originare le malattie. Appare ovvio dunque che chiunque segua questa medicina e questa filosofia di vita cercherà prima di tutto di creare una situazione di equilibrio fra la mente e il corpo,stimolando perpetuamente la consapevolezza della propria natura.
La medicina ayurvedica, dopo lo yoga oggi praticato da una folta schiera di popolazione occidentale, sta conquistando Europa ed America soprattutto per via del fatto che i suoi principi, immutabili non si possono confondere con alcuna corrente dottrinale. Si tratta piuttosto di elementi dettati dal buon senso che tradizionalmente si trovavano in ogni medicina e con il tempo sono stati soppiantati dalle moderne tecniche di cura.
Fra le parti del corpo che maggiormente vengono prese in considerazione durante la diagnosi ayurvedica debbono essere citate la lingua, il polso, il viso, gli occhi e le unghie.
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Cultura alimentare e Dieta a confronto.
Nei giornali femminili se ne parla spesso. Anche in quelle riviste che tentano di parlare di sport e benessere. Sto parlando delle “diete”.
Si va da quella del mango fino a quella più famosa come la dieta Zona di Sears. Tutte le diete si concentrano solo sulle calorie, nessuna si interessa del benessere psicofisico dell’individuo. L’idea è semplice: seguo una dieta più o meno stretta così dimagrisco. Et voilà!
Sto scrivendo dopo aver fatto esperienza di molte diete e metodi per tenere sotto controllo il peso. Sono passato dal classico conto delle calorie maniacale fino alla cucina Ayurvedica centrata sulla qualità del cibo e per nulla sulle calorie. Per poco tempo funziona tutto, anche la famosa dieta a Zona e perfino la cucina Ayurvedica senza contare le calorie. Per fortuna la nostra vita è più lunga del tempo di una dieta, quindi superato un certo periodo il corpo-mente si “ribella” e ritorniamo al nostro vecchio stile di alimentazione. Lo stesso stile che ci ha portato in sovrappeso.
Dopo tante delusioni, un anno fa ho avuto il piacere di leggere un paio di libri dedicati all’alimentazione del ingegnere Roberto Albanesi. Dopo aver letto e praticato tanto sull’argomento ho effetuato una lettura critica e attenta. Le teorie di Albanesi non sono teorie. Albanesi parla soprattutto di modelli alimentari: anzi un solo modello, che ha chiamato “Dieta Italiana”.
La Dieta Italiana è un modello molto pratico che introduce rispetto alle altre diete un paio di fattori interessanti per l’utente finale (ossia il grassottello di turno, in questo caso io!). Il primo fattore importante è l’indice di sazietà: questo paramentro permette di scegliere e di unire più cibi insieme per preparare piatti che siano ipocalorici, ma soprattuto sazianti.
La sensazione di sazietà è una delle più belle cose che esista al mondo! Non c’è di più bello che mangiare fino a sentirsi sazi. Ci sono cibi che a parità di quantità calorica saziano meno. La Dieta Italiana permette di usare qualsiasi cibo (perfino la Nutella), ma dosando gli ingredienti in base all’ indice di sazietà oltre che a quello calorico.
L’altra introduzione nel modello alimentare di Albanesi rispetto agli altri è l’appetibilità. Un fattore psicologico importante che coinvolge anche la fisiologia. Legato all’odore del cibo o al suo colore. L’appetibilità è la “ciliegina sulla torta” di questo modello alimentare.
Dalla Dieta Italiana nasce la cucina ASI (Appetibile, Saziante, Ipocalorica). Grazie all’ingegnere Tibaldi ed il nutrizionista Dr. Vania esiste un intero sito (www.cibo360.it) dove è possibile trovare centinaia di ricette ASI.
Il modello alimentare di Albanesi trova una totale esecuzione pratica nella cucina ASI, ma la Dieta Italiana non è solo questo. Un concetto fondamentale della Dieta Italiana è la coscienza alimentare. La consapevolezza di quello che mangiamo, della qualità e della quantità, è fondamentale per rimanere sani.
Dopo anni di test sono giunto alla conclusione che una dieta ci rende stupidi ,per questo è possibile seguirla per poco tempo. E’ una offesa alla nostra intelligenza seguire una dieta rigida e chiusa, sopratutto non appetibile.
La consapevolezza alimentare è l’unica strada per risolvere ogni problema di sovrappeso (non l’obesità!). Dalla consapevolezza nasce la creatività, conoscendo la qualità e la quantità dei cibi posso realizzare qualsiasi piatto che sia saziante, appetibile e ipocalorico (ASI). Senza consapevolezza è impossibile vivere in armonia con la propria alimentazione. Allora davvero è semplice: primo, conoscere la quantità di calorie giornaliere (come sedentari) assimilabili per ritornare in peso forma. Secondo, costruirsi un programma di alimentazione basato sui propri gusti ( e non su quelli del dietologo).
La domanda nasce spontanea, ma allora alla fine dobbiamo tutti saper cucinare per essere in forma e non vivere con quei 10kg in più? Risposta: si! Ma quella è la parte più facile se non avete mai cucinato in vita vostra. La difficoltà può esistere per chi ha imparato a cucinare dalla mamma o comunque in famiglia. A quel punto la cosa fondamentale è “smantellare” o “integrare” con coscienza la vecchia cultura alimentare per poter vivere una nuova cultura alimentare basata sul gusto ma anche sulla salute.
Sto scrivendo questo articolo perchè sono passati 12 mesi da quando ho inziato a leggere i libri del Ing. Albanesi e Ing. Tibaldi, da allora ho messo in pratica molti consigli, ma la cosa più bella che mi sia capitata è stata di aver “trovato” la mia coscienza alimentare.
Oggi posso mangiare qualsiasi cosa, con consapevolezza delle calorie ingerite e della sazietà che quel cibo mi procurerà. Le mie scelte sono diventate senza sforzo le migliori possibili per essere in forma. In pratica non devo rinunciare a nulla, basta solo saziarsi con gusto. Il corpo-mente non rifuta questo modello alimentare perchè non è rigido, ma creativo. Se non vogliamo fare più diete possiamo iniziare da un programma ASI per poi dopo 30giorni finire con l’aver appreso una cultura alimentare “scritta”(da noi) su misura per noi (e non dalla mamma o gli spot televisivi!).
La cultura alimentare non è una dieta, ma sono le vostre scelte quando andate al supermercato, al ristorante o state in cucina davanti ai fornelli.
La mossa vincente è puntare a crearsi una propria cultura alimentare e dimenticare tutte le diete del mondo. Adesso mi sembra facile dirlo, quindi pensateci bene: mettereste mai dello zucchero nella vostra auto più di quanto il serbatoio ne possa contenere?
Link sulla Dieta Italiana: www.dietaitaliana.it
Il sito dell’Ing. Albanesi: www.albanesi.it(Scritto da Francesco Ferrante)
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Grounding e Osho Rebalancing.
Intervista a Unmila Malfatti, trainer di Osho Rebalancing.
D: Lowen cita spesso il termine “grounding” nell’esplicitare il suo lavoro. Quanto è importante il grounding nel massaggio?
A volte prima d’iniziare un massaggio, con alcune persone (quelle che sento “tutte nella testa”) faccio fare un esercizio semplicissimo della scuola di bioenergetica per il grounding; e solo quando la persona sente di avere un corpo, inizio il massaggio di Osho Rebalancing. Oppure introduco uno stadio di una meditazione dinamica, che comunque affonda radici negli esercizi bioenergetici.
Grounding vuol dire contatto con la terra, con l’energia della terra.
Nella nostra posizione eretta noi appoggiamo i nostri piedi sulla terra. Nella metafora dell’albero i piedi e le gambe sono un pò le nostre radici, il tronco è rappresentato dalla parte che va dal bacino alla testa, le braccia sono i rami. La posizione bilanciata del basso bacino parla di un buon grounding, ovvero di un corretto appoggio dei piedi alla terra, con conseguente buon uso dell’energia vitale, la bio-energetica per l’appunto.
Senza buone radici un albero cresce faticosamente. L’albero, come il corpo umano, trova il modo di bilanciarsi facendo crescere rami più a destra che a sinistra, più davanti che dietro, ma diventa contorto, magari interessante da vedere, ma meno imponente, e soprattutto non può crescere troppo in altezza altrimenti rischia di spezzarsi. Così il corpo dell’umano, quando è sbilanciato, consuma molta energia per “stare in piedi così com’è” e soprattutto per bilanciare rotazioni e contratture spesso dovute a paure racchiuse in questa o quella parte muscolare.
La posizione grounding della bioenergetica, chiede piedi paralleli distanti tra loro quanto la larghezza delle spalle ben aderenti al pavimento, così da favorire il fluire dell’energia da terra verso il cielo, ovvero nella linea della forza della gravità terrestre.
W. Reich, padre fondatore della bioenergetica, contemporaneo e allievo di Freud, ha rivoluzionato l’approccio ai disturbi della mente sottolineando il collegamento tra corpo e psiche. Attraverso l’osservazione delle persone definite “patologiche”, ha poi impostato una lettura caratteriale in base alla postura del corpo.
Lowen, suo allievo e suo continuatore nella ricerca, ha poi sviluppato e diffuso questa visione, che ha trovato ampi spazi di applicazione. Molte terapie corporee partono proprio dalla lettura bioenergetica per intervenire e favorire il ri-allineamento: Ida Rolf, per esempio, medico ortopedico oltre che amica e collega di Lowen a Easelen, USA, si è allontanata dall’interventismo chirurgico per inventare un massaggio connettivale profondo chiamato poi rolfing, che sostituisse le inutili operazioni.
Il massaggio Osho Rebalancing è relativamente più recente, e a sua volta parte da una lettura bioenergetica del corpo-mente. Applica poi, una serie di tecniche: una di esse molto simile al rolfing, che hanno lo scopo di portare la persona alla scelta del proprio riallineamento così da star bene nel corpo. Il cambiamento a volte può essere doloroso. Paradossalmente a volte si sta meglio nelle proprie patologie che non nella guarigione.
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Il Massaggio profondo: comunicazione che arriva al Cuore.
Intervista a Unmila Malfatti, professionista da 22 anni di massaggio profondo e trainer di Osho Rebalancing.
D: Cos’è il massaggio profondo?
E’ comunicazione che arriva al cuore delle persone. Il massaggio ha rappresentato per me un canale di comunicazione sia con me stessa sia con gli altri, oltre la parola. Ho scoperto che le mani hanno una capacità di comunicazione al di là del tempo, delle barriere nazionali, al di là dell’immaginabile.
Le mani possono arrivare all’anima, se, per anima, intendiamo la parte più pulita in assoluto da sempre, e per sempre del nostro Essere. Sono parole forti lo so, ma scaturiscono dalla mia esperienza e sono pronta a sostenerle.Non so quanti corpi ho avuto l’onore di toccare negli ultimi vent’anni, ma so per certo che una volta posate le mie mani su un corpo, non c’erano più pensieri, forme-giudizio, persone belle o meno belle, grasse o magre, malate o sane. C’erano Persone, ovvero, esseri umani che sentivo amarsi poco, che tenevano congelata l’ energia del proprio cuore per questo soffrivano di vari dolori, e man mano (scusate il ripetersi della parola “mano”, qui oltremodo necessaria) si lasciavano con-tattare.(toccare con tatto) Il lucchetto del cuore si apriva (perchè non era mai stato veramente chiuso) e il benessere (benessere) cominciava a fluire. La persona a quel punto sceglieva di addormentarsi, o scorrevano lacrime, o a volte, scoppiava in una sonora risata.
Mi chiedi cosa significa per me “massaggio profondo“. L’unico senso di un massaggio non è curare, ma arrivare al cuore, a volte all’anima della persona e lasciare che il guaritore interno agisca e rimetta a posto le cose andate in disordine. L’energia appunto, l’energia vitale.
Può accadere questo? Sembra proprio che sì. Chi è l’ammalato? Chi sta male? Quello stesso “chi”, così come ha trovato la risorsa della malattia per sfuggire al proprio benessere, così ritrova la via di casa per stare bene di nuovo. A volte la via è tortuosa, solo perchè per mille e un condizionamento siamo più attaccati e abituati a star male che a star bene.Ci ricordiamo di avere un corpo solo quando duole, e conduciamo una vita in maniera presuntuosa senza rispettare l’ordine del creato. Prima viene il corpo, poi viene scritta la piccola mente (credenze, condizionamenti, morale, ect.) che va a sovrascrivere la grande mente, quella del cuore, quel dono divino che ci differenzia dagli animali. La piccola mente fa da tiranna e pretende di sapere, e spesso ci fa fare cose veramente simili alle torture: camminare sui talloni, martellando così la spina dorsale ad ogni passo, tenere in dentro la pancia (e fuori il sedere) impedendoci così di respirare a pieni polmoni e costringendoci a tenere il collo piegato all’indietro per stare dritti.
Potrei andare avanti con un elenco interminabile e aggiungere il malessere di quanti e quali organi vitali siano legati ad una postura sbilanciata o ad una funzionalità corporea bloccata.Il massaggio oltre a lenire il dolore superficiale, aiuta a prendere di nuovo contatto con l’ armonia naturale del corpo e ripristinare l’ordine in base alla forza di gravità; e più il massaggio “affonda” nel corpo, più facile e veloce è il superamento dell’ostacolo. Uso la parola affondare perchè il corpo è acquoso al novanta per cento, per questo è facile arrivare in fondo, e in fondo, sotto tutto e tutti, lì c’è ancora intatto il motivo per cui siamo qui su questa terra. C’è il “sì” alla vita.
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Il Benessere Olistico:un diritto dell’essere umano.
“Benessere a tutti i costi?”, una condizione così naturale è diventata un modo per speculare, inventandosi di tutto, ed estremizzando a volte anche dei messaggi.
Basti pensare che la nostra è una società fondata sul benessere, ma questo non impedisce a milioni di persone di essere insoddisfatti e infelici, anche se poi tutto sommato diciamo a noi stessi che non ci possiamo lamentare visto che ci sono altre parti del mondo, dove le persone, non hanno neanche il tempo e le condizioni di prendersi il lusso di essere insoddisfatti di qualcosa. Sto parlando di posti, ove vige la dittatura, la guerra e la miseria.
So che per alcuni potrebbe risultare strano questo inizio di articolo, ma a volte è necessario non assumere l’atteggiamento anestetizzato di fronte a quanto sta accadendo. Tutto è molto relativo, infatti se un essere umano, la cui preoccupazione maggiore è sperare di essere vivo domani, diventasse confidente delle frustrazioni che viviamo, e di come rincorriamo il benessere, forse si metterebbe a ridere o meglio ci guarderebbe con un velo di giudizio, occhi che parlano e dicono: Vi rendete conto di quanto siete fortunati?
Per alcuni potrei con quello che ho appena scritto essere fuori tema, ma non è così, perchè se parliamo di benessere olistico parliamo del tutto, e quindi un considerare non solo il nostro fare – a volte compulsivo – ma anche il nostro essere: l’approccio animico verso noi stessi e gli altri.
L’uomo ha un corpo fisico-mentale-emozionale, e fin qui niente di nuovo, infatti non intendo spiegarne la differenza, ci sono tanti libri che in modo esauriente danno delle risposte, invece l’aspetto che bisogna considerare è che avere un approccio olistico a se stessi vuol dire innanzitutto considerarsi e considerare gli altri nella totalità.
Non a caso la parola “olistico” proviene dal greco holos che significa “tutto”. In questo articolo parlo del benessere come di una condizione di diritto dell’essere umano, e non come un qualcosa da ricercare per dare un “valor plus” alla nostra esistenza.
(Scritto da Erika Paiotti)
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Benessere : bene nell’Essere non nel Fare!
Se avessimo il coraggio di arrestare più spesso la nostra corsa alla vita, ci renderemmo conto che stiamo diventando via via, vittime di un sistema fondato sull’economia che affonda le sue radici su un crescente e manifesto bisogno di tranquillità, felicità, alta performance, successo,soldi etc.
E’ come se fossimo sotto incantesimo, arrivando ad elaborare questo assunto: “per essere felice e stare bene devo diventare ….” e qui ognuno ci mette l’aggettivo che vuole.Diventiamo testimoni del successo altrui, avvertendo all’interno di noi, un pizzico di rammarico perchè non siamo al posto della persona, testimone del suo successo.
A volte, proviamo invidia, e se a quel punto qualcuno ci dice, o ci fa intendere che conosce la strada per arrivare al benessere, possiamo cascare nella rete.Questo articolo lunge dall’insegnare qualcosa e vi dò di più potrebbe per alcuni essere considerato un modo per fare concorrenza a me stessa.
Ho scritto articoli sulla cristalloterapia, cromoterapia, chakras e pubblicherò altro, ma a volte è necessario utilizzare questa tecnologia avanzata per trasmettere umanità ed etica, o per lo meno provarci.
Chi ha creato questo portale un giorno mi ha detto: “voglio che si comprenda che dietro a queste macchine ci sono degli esseri umani!”E’ stupendo poter interagire ad un livello più umano. Tutti coloro che fanno parte di questoportale sono animati da un valore comune: RENDERSI autonomi E RENDERE autonomi!Invitiamo le persone a riflettere sul fatto, che non è necessario spendere migliaia di euro per acquisire una capacità che ormai è considerata un’attitudine esterna, un qualcosa che si vende in pacchetti offerta: sto parlando dell’avere stima in se stessi, detta anche autostima.
Una parolina che racchiude in sè tanto e che ormai è diventato un prodotto il cui messaggio potrebbe essere comparato alla crema anticellulite. Il messaggio della crema è: “se acquisti la crema, ti va via la cellulite e la pelle è più liscia,quindi tu ti sentirai meglio e la tua vita andrà meglio”, nonchè i tuoi rapporti sociali, fino adarrivare ad avere più autostima.
Stessa cosa dicasi per un messaggio del tipo: “fai corsi di autostima e la tua vita cambierà”; se non erro il risultato non è diverso.L’autostima è considerata la chiave del successo in tutti i campi, e del benessere psico-fisico.
Pensate realmente che la stima di sè, passi solo attraverso processi razionali?Sicuramente ci sono molti casi in cui il percorso fatto potrebbe essere stato questo, ma in realtà anche questa è un’arma a doppio taglio, perchè se pure ci si arriva, diventiamo schiavi della performance e del mantenere quel benessere a tutti i costi.
L’autostima, secondo il mio modesto parere, passa attraverso un percorso di consapevolezza e soprattutto di autosservazione priva di giudizio verso noi stessi.
Benessere vuol dire il bene dell’essere e non solo del fare. Nel momento in cui ci sentiamo in pace con noi stessi e sentiamo quella tranquillità non condizionata dagli eventi esterni, a quel punto questo sentire illuminerà anche il nostro fare.
Solitamente invece si tende a pensare il contrario, e il pensiero che sovviene è: “Quando avrò soldi starò bene”, “quando avrò successo sarò felice”…quando..quando…, si rimanda continuamente a domani una condizione interna, creando così per forza di cose un circolo vizioso che ci porta ed essere condizionati dagli eventi esterni.
E se il nostro sistema economico ad un certo punto crollasse, e noi dovessimo rinunciare a corsi di autostima, creme, palestre etc. cosa diventeremo? Dovremmo considerare la possibilità di essere tutti infelici?
Questo esempio potrebbe essere estremo, ma il mio obiettivo è quello di far consapevolizzare che noi abbiamo il potere di essere quello che vogliamo!
Il benessere è una condizione a priori, non a posteriori!
(Scritto da Erika Paiotti)
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L’eterno dualismo : Materia o Spirito.
L’uomo d’oggi si difende per preservare la propria vita, ma adottando questo atteggiamento mentale, di certo, non può preservarsi anche dal suo effetto collaterale: la dualizzazione. Se c’è qualcuno che si difende, si presuppone che c’è anche un nemico, quindi non sbagliamo se affermiamo che vi è dualità, o una conflittualità : una dualità psicologica. Leggi il post »
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