• Bioenergetica e Osho Rebalancing.

    Data: 2010.05.05 | Area: Massaggio | Risposte: 0

    Una domanda ad Unmila Malfatti professionista da 22 anni di massaggio profondo.

    D: Hai parlato di W. Reich, di Lowen: ora vorrei sapere cos’è stata per te l’esperienza con la bioenergetica.

    Negli anni settanta a Milano dove vivevo, arrivò questo nuovo tipo di terapia. In quel tempo mi ero avvicinata all’analisi per cercare di risolvere il mio male-essere esistenziale.
    Mentre seguivo la mia terapia settimanalmente, qualcuno mi parlò di questi nuovi stages di gruppo. La mia curiosità e la mia sete di conoscere in pratica ciò che avevo solo letto, mi spinse ad iscrivermi.
    Ne ho un ricordo molto controverso.
    Nonostante mi ritenessi di larghe vedute, fui alquanto shockata dalla nudità, dalla violenza a volte dell’espressione: dubitai e desistetti.

    Qualche anno dopo, ad analisi conclusa, mi trovai in Olanda per un gruppo residenziale di 15 giorni. Il contesto era particolare, una comune di discepoli di Osho, allora chiamato Baghavan.
    Anche lì usavano la bioenergetica.
    Uscii dal gruppo senza voce per il tanto urlare (male), ma con un’energia nel corpo inenarrabile, con una chiarezza nella mente inusuale per me, arrivai a Milano in pieno inverno, con le maniche corte dal caldo che avevo. Trovai nella casella un depliant con l’offerta del primo corso professionale della durata di un anno di Postural Integration.
    Mi iscrissi anche se avevo in tasca solo cinquantamila lire ed il training ne costava due milioni e non sapevo dove trovarli. Non solo feci quel corso, ma grazie a quello e all’esperienza in Olanda arrivai poi all’ Osho Rebalancing.

    Anche l’impostazione del massaggio chiamato Postural Integration si basa sulla lettura bioenergetica del corpo e interviene per ripristinare l’equilibrio perduto.
    Quando provai su di me l’Osho Rebalancing, in America, capii che quella era la modalità che voleva il mio corpo, la mia mente e la mia anima.
    Così tornai in Italia, raggranellai i soldi per tornare e ricominciare da tre. Avevo già imparato il massaggio connettivale profondo, ma ricominciare ad impararlo in un contesto residenziale di quattro mesi, di lavoro quotidiano col massaggio, la bioenergetica, la meditazione, il respiro, la danza, l’espressione corporea il counseling, la neurolinguistica.

    Fu un’esperienza incredibile. Era un altro tipo di scuola. La cosa che mi metteva più in difficoltà era disimparare la tecnica in sè, ed imparare, invece, ad usare le tecniche col cuore.
    Cambiò così tanto il mio modo di guardare la vita, che decisi dopo qualche anno di assistentato di frequentare il corso per teachers, così da poter condividere la mia meravigliosa, amorevole e rivitalizzante esperienza

  • Grounding e Osho Rebalancing.

    Data: 2010.05.05 | Area: Massaggio | Risposte: 0

    Intervista a Unmila Malfatti, trainer di Osho Rebalancing.

    D: Lowen cita spesso il termine “grounding” nell’esplicitare il suo lavoro. Quanto è importante il grounding nel massaggio?

    A volte prima d’iniziare un massaggio, con alcune persone (quelle che sento “tutte nella testa”) faccio fare un esercizio semplicissimo della scuola di bioenergetica per il grounding; e solo quando la persona sente di avere un corpo, inizio il massaggio di Osho Rebalancing. Oppure introduco uno stadio di una meditazione dinamica, che comunque affonda radici negli esercizi bioenergetici.

    Grounding vuol dire contatto con la terra, con l’energia della terra.

    Nella nostra posizione eretta noi appoggiamo i nostri piedi sulla terra. Nella metafora dell’albero i piedi e le gambe sono un pò le nostre radici, il tronco è rappresentato dalla parte che va dal bacino alla testa, le braccia sono i rami. La posizione bilanciata del basso bacino parla di un buon grounding, ovvero di un corretto appoggio dei piedi alla terra, con conseguente buon uso dell’energia vitale, la bio-energetica per l’appunto.

    Senza buone radici un albero cresce faticosamente. L’albero, come il corpo umano, trova il modo di bilanciarsi facendo crescere rami più a destra che a sinistra, più davanti che dietro, ma diventa contorto, magari interessante da vedere, ma meno imponente, e soprattutto non può crescere troppo in altezza altrimenti rischia di spezzarsi. Così il corpo dell’umano, quando è sbilanciato, consuma molta energia per “stare in piedi così com’è” e soprattutto per bilanciare rotazioni e contratture spesso dovute a paure racchiuse in questa o quella parte muscolare.

    La posizione grounding della bioenergetica, chiede piedi paralleli distanti tra loro quanto la larghezza delle spalle ben aderenti al pavimento, così da favorire il fluire dell’energia da terra verso il cielo, ovvero nella linea della forza della gravità terrestre.

    W. Reich, padre fondatore della bioenergetica, contemporaneo e allievo di Freud, ha rivoluzionato l’approccio ai disturbi della mente sottolineando il collegamento tra corpo e psiche. Attraverso l’osservazione delle persone definite “patologiche”, ha poi impostato una lettura caratteriale in base alla postura del corpo.

    Lowen, suo allievo e suo continuatore nella ricerca, ha poi sviluppato e diffuso questa visione, che ha trovato ampi spazi di applicazione. Molte terapie corporee partono proprio dalla lettura bioenergetica per intervenire e favorire il ri-allineamento: Ida Rolf, per esempio, medico ortopedico oltre che amica e collega di Lowen a Easelen, USA, si è allontanata dall’interventismo chirurgico per inventare un massaggio connettivale profondo chiamato poi rolfing, che sostituisse le inutili operazioni.

    Il massaggio Osho Rebalancing è relativamente più recente, e a sua volta parte da una lettura bioenergetica del corpo-mente. Applica poi, una serie di tecniche: una di esse molto simile al rolfing, che hanno lo scopo di portare la persona alla scelta del proprio riallineamento così da star bene nel corpo. Il cambiamento a volte può essere doloroso. Paradossalmente a volte si sta meglio nelle proprie patologie che non nella guarigione.

  • Il Massaggio profondo: comunicazione che arriva al Cuore.

    Data: 2010.05.04 | Area: Massaggio | Risposte: 0

    Intervista a Unmila Malfatti, professionista da 22 anni di massaggio profondo e trainer di Osho Rebalancing.

    D: Cos’è il massaggio profondo?

    E’ comunicazione che arriva al cuore delle persone. Il massaggio ha rappresentato per me un canale di comunicazione sia con me stessa sia con gli altri, oltre la parola. Ho scoperto che le mani hanno una capacità di comunicazione al di là del tempo, delle barriere nazionali, al di là dell’immaginabile.
    Le mani possono arrivare all’anima, se, per anima, intendiamo la parte più pulita in assoluto da sempre, e per sempre del nostro Essere. Sono parole forti lo so, ma scaturiscono dalla mia esperienza e sono pronta a sostenerle.

    Non so quanti corpi ho avuto l’onore di toccare negli ultimi vent’anni, ma so per certo che una volta posate le mie mani su un corpo, non c’erano più pensieri, forme-giudizio, persone belle o meno belle, grasse o magre, malate o sane. C’erano Persone, ovvero, esseri umani che sentivo amarsi poco, che tenevano congelata l’ energia del proprio cuore per questo soffrivano di vari dolori, e man mano (scusate il ripetersi della parola “mano”, qui oltremodo necessaria) si lasciavano con-tattare.(toccare con tatto) Il lucchetto del cuore si apriva (perchè non era mai stato veramente chiuso) e il benessere (benessere) cominciava a fluire. La persona a quel punto sceglieva di addormentarsi, o scorrevano lacrime, o a volte, scoppiava in una sonora risata.

    Mi chiedi cosa significa per me “massaggio profondo“. L’unico senso di un massaggio non è curare, ma arrivare al cuore, a volte all’anima della persona e lasciare che il guaritore interno agisca e rimetta a posto le cose andate in disordine. L’energia appunto, l’energia vitale.
    Può accadere questo? Sembra proprio che sì. Chi è l’ammalato? Chi sta male? Quello stesso “chi”, così come ha trovato la risorsa della malattia per sfuggire al proprio benessere, così ritrova la via di casa per stare bene di nuovo. A volte la via è tortuosa, solo perchè per mille e un condizionamento siamo più attaccati e abituati a star male che a star bene.

    Ci ricordiamo di avere un corpo solo quando duole, e conduciamo una vita in maniera presuntuosa senza rispettare l’ordine del creato. Prima viene il corpo, poi viene scritta la piccola mente (credenze, condizionamenti, morale, ect.) che va a sovrascrivere la grande mente, quella del cuore, quel dono divino che ci differenzia dagli animali. La piccola mente fa da tiranna e pretende di sapere, e spesso ci fa fare cose veramente simili alle torture: camminare sui talloni, martellando così la spina dorsale ad ogni passo, tenere in dentro la pancia (e fuori il sedere) impedendoci così di respirare a pieni polmoni e costringendoci a tenere il collo piegato all’indietro per stare dritti.
    Potrei andare avanti con un elenco interminabile e aggiungere il malessere di quanti e quali organi vitali siano legati ad una postura sbilanciata o ad una funzionalità corporea bloccata.

    Il massaggio oltre a lenire il dolore superficiale, aiuta a prendere di nuovo contatto con l’ armonia naturale del corpo e ripristinare l’ordine in base alla forza di gravità; e più il massaggio “affonda” nel corpo, più facile e veloce è il superamento dell’ostacolo. Uso la parola affondare perchè il corpo è acquoso al novanta per cento, per questo è facile arrivare in fondo, e in fondo, sotto tutto e tutti, lì c’è ancora intatto il motivo per cui siamo qui su questa terra. C’è il “sì” alla vita.

  • Confessioni di una Bodyworker.

    Data: 2010.05.04 | Area: Massaggio | Risposte: 0

    Intervista a Unmila Malfatti, professionista da 22 anni di massaggio profondo e trainer di Osho Rebalancing.

    D: Da quanti anni svolgi questa professione e cosa significa per te?

    Sono più di 22 anni che il corpo umano e le sue funzioni hanno attirato la mia attenzione, il mio interesse e stimolato la mia curiosità. Ho girato e amo girare ancora un pò di mondo sia a est (oriente) che ad ovest (america) per incontrare esperti nel campo detto paramedico o di ricerca o ultimamente new age. Ho partecipato a corsi di formazione o semplicemente stages, a volte per approfondire questo o quell’aspetto dell’approccio al corpo. Molti di questi corsi partivano da una visione reichiana (Reich: padre della bioenergetica) del corpo. Altri ne facevano una lettura più orientale: “equilibrio o squilibrio”.

    Quello che avevano in comune era ciò che mi aveva attirato all’inizio: il corpo, finchè è vivo, contiene in sè le risorse per la guarigione. La vita, è l’aspetto magico del corpo. La possiamo chiamare energia vitale,Yin e Yang, bio-energetica. Comunque la chiamiamo, stiamo parlando di come viviamo e che uso facciamo del dono della vita. Ne possiamo fare un problema o possiamo frammentare la nostra unità corpo-mente-spirito in corpo, mente, spiritualità o religiosità creando una molteplicità di problemi. Possiamo filosofeggiare sui vari aspetti esistenziali, ma giriamo intorno sempre e solo ad un’ unica cosa: la Vita, in quanto dono da usare al meglio.

    Occuparmi del Corpo, per me, ha voluto dire prendere atto che l’unica cosa tangibile e concreta da cui potevo partire per occuparmi di me era il mio corpo. Il mio corpo agiva, pensava, aveva emozioni e, se ero attenta e disponibile, potevo sentire “dove, come e quando” e, accettare ciò che stava succedendo. A quel punto, usando tecniche appropriate (esercizi di bioenergetica, meditazione per raggiungere la consapevolezza del respiro, del movimento), scoprii d’avere anche il potere di ” cambiare ” ciò che mi dava male-essere, usando il mio stesso corpo. La Bioenergetica è stata la porta. La Meditazione la chiave che ha aperto porte e finestre alla Conoscenza. L’esperienza la via per Conoscere. Una via lunga davvero, senza fine a dire il vero, ma talmente interessante e generosa di comprensioni che ancora ho interesse a percorrere.

  • I sette Chakra…

    Data: 2010.05.04 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    1°: Chakra della radice “Muladhara” Le parti del corpo connesse sono: colonna vertebrale, ossa, denti, unghie e il sangue e la formazione delle cellule. Le ghiandole connesse sono: le surrenali.

    Se il primo chakra funziona in modo armonico, l’ esistenza sarà caratterizzata da soddisfazioni ,serenità, forza interiore, stabilità.

    Se i chakra superiori ad esempio si sono sviluppati maggiormente, di quelli inferiori, la sensazione che proverete di non completa appartenenza a questo mondo potrebbe indicare una carenza a livello del primo chakra.

    Se non funziona bene o è addirittura chiuso si sarà soggetti a identificarsi eccessivamente con gli aspetti materiali, soggetti a debolezze sessuali, si eccederà con il cibo , l’alcool ecc ecc. Sul piano fisico ci sarà l’incapacità a lasciarsi andare e il desiderio di possesso verrà esternato spesso in forma di stitichezza e sovrappeso. Si mancherà di resistenza fisica ed emotiva. Si potrà avvertire un senso di fuga rispetto alle situazioni da affrontare, ci si sentirà oppressi tutto questo fino a quando non si imparerà ad accettare le situazioni difficili come momenti fondamentali per il nostro cammino verso uno sviluppo olistico

    2°: Chakra sacrale “Svadhishthana” A livello fisico è collegato agli organi riproduttivi, reni e vescica. Tutti i liquidi come il sangue, la linfa, i succhi gastrici e lo sperma. Gli organi collegati sono le gonadi, ovaie prostata, testicoli.

    Il secondo chakra è il centro della creatività, delle energie sessuali e delle emozioni primordiali allo stato puro. Le nostre relazioni interpersonali, specialmente quelle con il sesso opposto, vengono influenzate dall’armonico o disarmonico funzionamento del secondo chakra.

    Il funzionamento armonico, si manifesta con lo scorrere naturale della vita e dei sentimenti, ci si apre a se stessi e agli altri con spontaneità e tranquillità. Si avverte in tutto il corpo un flusso di energia vitale che accarezza, anima e mente, quindi si avverte un senso di profondo appagamento. I sentimenti saranno spontanei, immediati.

    Un funzionamento disarmonico si verifica spesso nel periodo della pubertà in quanto il risveglio delle energie sessuali può infondere un senso di incertezza se ci si trova impreparati a gestire questo risveglio.

    Solitamente chi ha questo chakra bloccato o mal funzionante è incapace di esprimere spontaneamente il potenziale creativo della sessualità. Ne consegue, un manifestarsi in modo improprio di questa energia: eccessive fantasie sessuali oppure, repressione del desiderio sessuale che ogni tanto esplode. E’ importante consapevolizzare, che il motivo, per cui non si riesce ad ottenere un senso di appagamento, si trova all’interno di noi stessi.

    3°: Chakra dell’ombelico “Manipura” Le parti del corpo collegate sono: fondo schiena, addome, sistema digestivo, stomaco, fegato, milza cistifellea e sistema nervoso autonomo. Gli organi collegati sono (pancreas) fegato.

    Il terzo chakra viene anche definito anche, plesso solare, che rappresenta il nostro sole, il nostro centro di energia. Questa è la parte del nostro corpo da cui vengono irradiate le nostre energie emotive, è sempre questo centro a controllare per la massima parte i nostri rapporti con gli altri, le nostre antipatie e simpatie.

    Il compito più importante del terzo chakra è di affinare gli impulsi e i desideri dei chakra inferiori , consentendo a quelli superiori di manifestarsi nel mondo materiale per ottenere un appagamento più ampio.

    Lo stato generale del nostro umore dipende per larghissima parte dalla quantità di luce che consentiamo di far risplendere all’interno di noi stessi. Quando il terzo chakra è aperto, ci sentiamo illuminati, pieni di gioia. Se invece è bloccato ci sentiremo depressi o turbati, quindi anche la nostra visione della vita ne risentirà. Tramite il plesso solare percepiamo direttamente anche le vibrazioni delle altre persone e reagiamo di conseguenza. Se percepiamo, vibrazioni negative, la contrazione del terzo chakra ci avviserà del pericolo imminente.

    L’obiettivo però è rendere la nostra luce interiore talmente forte da avvolgere il nostro corpo come una se fosse una corazza protettiva.

    4°: Chakra del cuore “Anahata” Le parti del corpo associate sono: cuore, parte superiore della schiena, parte bassa dei polmoni, sangue, circolazione sanguigna, epidermide. Gli organi connessi sono il timo.

    Il chakra del cuore collega i tre centri inferiori fisici ed emotivi, ai tre centri superiori, mentali e spirituali. Tramite questo centro energetico riusciamo a cogliere la bellezza della natura come pure quel senso di armonia che esiste nella musica, nell’arte e nella poesia, è in questo chakra che immagini, suoni e parole si trasformano in sentimenti, il suo fine è arrivare ad una perfetta unione attraverso l’amore .

    Se il quarto chakra è completamente aperto, è il centro dell’amore profondo vero e incondizionato. Il quarto chakra svolge un ruolo decisivo nell’affinare le percezioni che accompagnano l’apertura del terzo occhio; infatti le più elevate capacità del terzo occhio si sviluppa simultaneamente con il chakra del cuore.

    Un chakra del cuore invece che funziona in modo non armonico si manifesterà in vari modi: un eccessivo altruismo, aspettandoci riconoscimenti o gratitudine in cambio dell’amore che abbiamo donato. Tenerezze e attenzioni ci metteranno a disagio.

    Sul pianofisico questo atteggiamento di solito viene accompagnato da un torace eccessivamente largo, che funge quasi da corazza di difesa interna contro ogni possibilità di attacco o sofferenza esterna. Saremo estremamente vulnerabili alle offese e dipendenti dall’amore e dall’affetto degli altri. Subentra instabilità e spesso stati depressivi.

    5°: Chakra della gola “Vishuddha” Le parti fisiche collegate sono: collo, gola e mascella. Orecchie, voce, trachea, bronchi, la parte superiore dei polmoni, esofago e braccia. Gli organi associati sono la tiroide.

    Il quinto chakra è il centro della capacità umana di esprimersi e comunicare Avere il quinto chakra completamente aperto vuol dire esprimere liberamente e senza remore i nostri sentimenti, pensieri e conoscenza interiore. Si sarà anche capaci di rivelare le proprie debolezze e mostrare le forze. Si possiederà l’abilitàdi esprimere completamente noi stessi attraverso la personalità. Se le circostanze lo richiederanno, si rimarrà in silenzio ad ascoltare gli altri con tutto il cuore e la comprensione. Liberi da pregiudizi e possedendo una grande apertura interiore, saremo aperti alla realtà delle dimensioni sottili dalle quali arriverà la guida della nostra voce interiore che ci accompagnerà lungo il cammino della nostra vita.

    Se invece questo chakra è bloccato verrà influenzato il livello di comunicazione fra mente e corpo e quindi o eccedere nella comunicazione o addirittura andare in chiusura, timorosi di viversi e portar fuori la propria conoscenza interiore.

    6°: Chakra della fronte “Ajna” Le parti del corpo collegate sono: volto, occhi, orecchie, naso. Cervelletto, sensi frontali, sistema nervoso centrale. L’organo collegato è la ghiandola pituitaria cioè l’ipofisi.

    La percezione consapevole dell’essere avviene tramite il sesto chakra.Questa è la sede delle più elevate facoltà mentali, delle capacità intellettuali di discernimento, nonchè della memoria e della volontà.

    Il terzo occhio completamente aperto ci da la possibilità di entrare in possesso di una capacità di visualizzazione molto sviluppata e della facoltà di intuire molte cose con immediatezza.

    La conseguenza più frequente del cattivo funzionamento di questo chakra è pesantezza alla testa. Saremo soggetti a ragionamenti disordinati confusi e totalmente dominati da conflitti emotivi irrisolti. Probabilmente saremo smemorati, la vita sarà disturbata, perderemo facilmente la testa nelle situazioni più impegnative, soggetti a vaneggiamenti sciocchi privi di uso, i nostri ragionamenti potrebbero conformarsi a quelli della maggioranza. La vita potrebbe essere dominata da desideri materiali, necessità fisiche ed emozioni incontrollate quindi reputeremo i ragionamenti e riflessioni spirituali solo una faticosa perdita di tempo.

    7°: Chakra della corona “Sahasrara” La parte fisica collegata è il cervello, l’organo collegato è la ghiandola pineale (Epifisi).

    Il settimo chakra accomuna in sè tutte le energie dei centri inferiori, è l’origine e il punto di partenza per la manifestazione delle energie di tutti gli altri chakra. La consapevolezza che ci arriva da questo centro energetico va al di là della conoscenza che ci deriva dal terzo occhio.

    Quando questo chakra si attiva, qualsiasi blocco presente negli altri centri energetici, finisce con il dissolversi.

    Non è corretto parlare di blocchi nel settimo chakra, può accadere che si sia sviluppato in misura maggiore o minore. Quando il chakra della corona inizia ad aprirsi, si attraverseranno momenti in cui la separazione tra la realtà interna ed esterna si dissolve sempre di più, non creando più fratture in noi stessi. La consapevolezza diventa completa. Tuttavia senza l’apertura di questo chakra, la vita potrebbe sembrarci senza senso e la paura della morte più forte. Solitamente quando ciò accade ci si rifugia in attività frenetiche, ci si ammala, e si è costretti al riposo.I messaggi del corpo non devono essere trascurati: potremo trovarci coinvolti in una esistenza superficiale ed impedire quindi che le nostre potenzialità si sviluppino completamente.

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Meditazione ed energia dei Chakra.

    Data: 2010.05.04 | Area: Meditazione | Risposte: 0

    Ruote di luce perchè la parola chakra, in sanscrito, vuol dire “ruota”, “vortice”. A ciascuno di questi sette centri energetici disposti lungo l’asse del corpo umano, corrisponde una determinata quantità di energia che influenza il corpo e la mente.

    La meditazione è un modo di vivere in contatto con l’Unità, e per “addestrarci” ad essere consapevoli che “l’uno esiste tutto”. Da qui, sempre il più grande utilizzo di questa “pratica”per sentire e per entrare in contatto con l’energia che scorre all’interno di noi. La meditazione è un’esperienza contemplativa, introspettiva che ci aiuta a risvegliarci dai sogni e dalle illusioni del mondo fenomenico, trascendendo la nostra visione soggettiva del mondo, rivelandone la realtà effettiva.

    Grazie alla meditazione, possiamo partecipare direttamente alle nostre esperienze in modo intimo e invocativo, riuscendo ad avere un approccio semplice con la vita. Non si tratta soltanto, di essere vivi in modo più cosciente. Si tratta di essere!

    Fra le tante letture che ho fatto sulla meditazione, una che mi ha molto colpito diceva: “per spiegare la meditazione non scrivere niente e lascia un foglio bianco.”

    E’ con questo approccio spontaneo e naturale che si può divenire consapevoli dell’energia che scorre attraverso i chakra. E’ necessario avere un contatto più forte con la natura ecco perchè, coloro che si avvicinano, pensando che basti leggere libri sull’argomento, per divenire consapevole di questi 7 centri energetici, non sono vicini alla possibilità di interiorizzare questi concetti e rendersi conto che non stiamo parlando di qualcosa di esterno a noi, di una tecnica da imparare leggendo e imparando a memoria le varie descrizioni.

    E’ importante sviluppare l’ attenzione all’interno di noi, ecco perchè a mio avviso la meditazione è essenzialmente qualcosa che ci fa vivere nel qui e nell’ora senza essere travolti dal fiume di pensieri, emozioni, paure etc. Stiamo parlando di energia e quest’ultima non è percepibile dai nostri cinque sensi, soprattutto così come siamo abituati ad usarli. Questo non toglie, che da lunghi studi e sperimentazioni si è potuta conseguire la certezza di poter sviluppare in modo più profondo la nostra possibilità di percezione.

    Quindi, seguendo questa strada, che richiede: pratica, volontà, ed esercizio costante, ognuno di noi può arrivare a percepire e conoscere consapevolmente questo “fantomatico” modo energetico.

    Più che raccogliere un’infinità di informazioni che qualsiasi libreria ben fornita può metterVi a disposizione, rimane un’unica strada che è quella che non ha niente a che vedere con la sperimentazione “modaiola” e fine a sè stessa, ma al contrario fatta di rispetto e di accettazione dei diversi gradi della nostra comprensione e percezione che ci conduce verso una consapevolezza del sentire sulla propria “pelle”, scoperte straordinarie di cui parla qualcun altro.

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Il Benessere Olistico:un diritto dell’essere umano.

    Data: 2010.05.03 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    “Benessere a tutti i costi?”, una condizione così naturale è diventata un modo per speculare, inventandosi di tutto, ed estremizzando a volte anche dei messaggi.

    Basti pensare che la nostra è una società fondata sul benessere, ma questo non impedisce a milioni di persone di essere insoddisfatti e infelici, anche se poi tutto sommato diciamo a noi stessi che non ci possiamo lamentare visto che ci sono altre parti del mondo, dove le persone, non hanno neanche il tempo e le condizioni di prendersi il lusso di essere insoddisfatti di qualcosa. Sto parlando di posti, ove vige la dittatura, la guerra e la miseria.

    So che per alcuni potrebbe risultare strano questo inizio di articolo, ma a volte è necessario non assumere l’atteggiamento anestetizzato di fronte a quanto sta accadendo. Tutto è molto relativo, infatti se un essere umano, la cui preoccupazione maggiore è sperare di essere vivo domani, diventasse confidente delle frustrazioni che viviamo, e di come rincorriamo il benessere, forse si metterebbe a ridere o meglio ci guarderebbe con un velo di giudizio, occhi che parlano e dicono: Vi rendete conto di quanto siete fortunati?

    Per alcuni potrei con quello che ho appena scritto essere fuori tema, ma non è così, perchè se parliamo di benessere olistico parliamo del tutto, e quindi un considerare non solo il nostro fare – a volte compulsivo – ma anche il nostro essere: l’approccio animico verso noi stessi e gli altri.

    L’uomo ha un corpo fisico-mentale-emozionale, e fin qui niente di nuovo, infatti non intendo spiegarne la differenza, ci sono tanti libri che in modo esauriente danno delle risposte, invece l’aspetto che bisogna considerare è che avere un approccio olistico a se stessi vuol dire innanzitutto considerarsi e considerare gli altri nella totalità.

    Non a caso la parola “olistico” proviene dal greco holos che significa “tutto”. In questo articolo parlo del benessere come di una condizione di diritto dell’essere umano, e non come un qualcosa da ricercare per dare un “valor plus” alla nostra esistenza.

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Breve riflessione sulla Verita’…

    Data: 2010.05.03 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Un aspetto da considerare in questo commercio “import-export” di benessere, è il ruolo della medicina alternativa detta anche integrata o complementare, che in questi ultimi anni ha preso sempre più piede

    Si è fatto un gran parlare di incontro fra approccio occidentale e orientale, ma se ne continua a parlare in modo separativo. Una non esclude l’altra.Io credo più che altro che ogni eccesso non vada bene, e non si dovrebbe assolutizzare niente anche molte delle speculazioni fatte sull’approccio olistico, non hanno fatto altro che creare confusione.

    Questo articolo vuole essere un invito alla riflessione, e il messaggio è: l’approccio migliore è sempre quello che offre autonomia e capacità di discernimento.

    La cosa importante è essere liberi, liberi da chi vi dice che ha trovato la verità: il segreto.Non esistono segreti, ma solo verità da riscoprire in noi stessi; la conoscenza vi aiuta a risvegliare la verità dell’essere.

    A questo punto sono felice di avere condiviso questo momento di riflessione con Voi.

    Ora ciò che ho scritto mettetelo da parte e fate voi la VOSTRA riflessione.

    “Credi a chi sta cercando la verità; dubita di coloro che la trovano.”(Andrè Gide)

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Benessere : bene nell’Essere non nel Fare!

    Data: 2010.05.03 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Se avessimo il coraggio di arrestare più spesso la nostra corsa alla vita, ci renderemmo conto che stiamo diventando via via, vittime di un sistema fondato sull’economia che affonda le sue radici su un crescente e manifesto bisogno di tranquillità, felicità, alta performance, successo,soldi etc.

    E’ come se fossimo sotto incantesimo, arrivando ad elaborare questo assunto: “per essere felice e stare bene devo diventare ….” e qui ognuno ci mette l’aggettivo che vuole.Diventiamo testimoni del successo altrui, avvertendo all’interno di noi, un pizzico di rammarico perchè non siamo al posto della persona, testimone del suo successo.

    A volte, proviamo invidia, e se a quel punto qualcuno ci dice, o ci fa intendere che conosce la strada per arrivare al benessere, possiamo cascare nella rete.Questo articolo lunge dall’insegnare qualcosa e vi dò di più potrebbe per alcuni essere considerato un modo per fare concorrenza a me stessa.

    Ho scritto articoli sulla cristalloterapia, cromoterapia, chakras e pubblicherò altro, ma a volte è necessario utilizzare questa tecnologia avanzata per trasmettere umanità ed etica, o per lo meno provarci.

    Chi ha creato questo portale un giorno mi ha detto: “voglio che si comprenda che dietro a queste macchine ci sono degli esseri umani!”E’ stupendo poter interagire ad un livello più umano. Tutti coloro che fanno parte di questoportale sono animati da un valore comune: RENDERSI autonomi E RENDERE autonomi!Invitiamo le persone a riflettere sul fatto, che non è necessario spendere migliaia di euro per acquisire una capacità che ormai è considerata un’attitudine esterna, un qualcosa che si vende in pacchetti offerta: sto parlando dell’avere stima in se stessi, detta anche autostima.

    Una parolina che racchiude in sè tanto e che ormai è diventato un prodotto il cui messaggio potrebbe essere comparato alla crema anticellulite. Il messaggio della crema è: “se acquisti la crema, ti va via la cellulite e la pelle è più liscia,quindi tu ti sentirai meglio e la tua vita andrà meglio”, nonchè i tuoi rapporti sociali, fino adarrivare ad avere più autostima.

    Stessa cosa dicasi per un messaggio del tipo: “fai corsi di autostima e la tua vita cambierà”; se non erro il risultato non è diverso.L’autostima è considerata la chiave del successo in tutti i campi, e del benessere psico-fisico.

    Pensate realmente che la stima di sè, passi solo attraverso processi razionali?Sicuramente ci sono molti casi in cui il percorso fatto potrebbe essere stato questo, ma in realtà anche questa è un’arma a doppio taglio, perchè se pure ci si arriva, diventiamo schiavi della performance e del mantenere quel benessere a tutti i costi.

    L’autostima, secondo il mio modesto parere, passa attraverso un percorso di consapevolezza e soprattutto di autosservazione priva di giudizio verso noi stessi.

    Benessere vuol dire il bene dell’essere e non solo del fare. Nel momento in cui ci sentiamo in pace con noi stessi e sentiamo quella tranquillità non condizionata dagli eventi esterni, a quel punto questo sentire illuminerà anche il nostro fare.

    Solitamente invece si tende a pensare il contrario, e il pensiero che sovviene è: “Quando avrò soldi starò bene”, “quando avrò successo sarò felice”…quando..quando…, si rimanda continuamente a domani una condizione interna, creando così per forza di cose un circolo vizioso che ci porta ed essere condizionati dagli eventi esterni.

    E se il nostro sistema economico ad un certo punto crollasse, e noi dovessimo rinunciare a corsi di autostima, creme, palestre etc. cosa diventeremo? Dovremmo considerare la possibilità di essere tutti infelici?

    Questo esempio potrebbe essere estremo, ma il mio obiettivo è quello di far consapevolizzare che noi abbiamo il potere di essere quello che vogliamo!

    Il benessere è una condizione a priori, non a posteriori!

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • L’eterno dualismo : Materia o Spirito.

    Data: 2010.04.20 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    L’uomo d’oggi si difende per preservare la propria vita, ma adottando questo atteggiamento mentale, di certo, non può preservarsi anche dal suo effetto collaterale: la dualizzazione. Se c’è qualcuno che si difende, si presuppone che c’è anche un nemico, quindi non sbagliamo se affermiamo che vi è dualità, o una conflittualità : una dualità psicologica. Continua a leggere L’eterno dualismo : Materia o Spirito. »