Area ‘Medicina Olistica’

  • Fritz Perls e la Gestalt

    Date: 2010.07.09 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Il famoso psicologo e psicoterapeuta Friedrich Salomon Perls, che più comunemente e sbrigativamente era chiamato Fritz Perls, nasce a Berlino nel 1893. Dopo essersi laureato in Medicina e specializzato in Psicologia lo studioso avrà la fortuna di avere come maestri personaggi del calibro di  Kurt Goldstein, Karen Horney e Wilhelm Reich.

    Nel 1934 essendo tedesco ebreo, si trovò per motivi razziali costretto ad emigrare in Sudafrica, presso Johannesburg dove nel 1935 riesce a fondare l’innovativo Istituto Sud Africano di Psicoanalisi. Solo qualche anno più tardi si trasferirà in America dove nel 1952 fonderà il Gestalt Institute of New York. In collaborazione con Goodman ed Hefferline scriverà il più grande testo relativo alla psicologia della Gestalt mai pubblicato con il titolo “Terapia  della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità umana“.

    Le teorie sviluppate dagli psicologi della Gestalt lo affascinarono non poco. Secondo queste innovative tendenze l’uomo non percepisce la realtà come un insieme di elementi distinti, ma questi vengono organizzati in sistemi significativi grazie al complicato processo percettivo.  A corollario delle teorie della Gestalt sta il concetto di base che vede nel tutto più della somma delle sue parti. Questa semplice regola sarà in grado di spiegare le modalità di funzionamento del processo percettivo, e in generale dell’apparato psichico. L’esempio più palese è quello della figura geometrica. Se si osserva un quadrato, non lo si percepisce come un insieme di quattro linee e quattro angoli, ma come un insieme unico.  Il risultato finale dunque, il quadrato, è molto più della somma delle sue parti.

    Definita dottrina olistica, la psicologia della Gestalt non si accontenta di analizzare gli elementi e le componenti, ma si interessa maggiormente  del fenomeno.  Quando Fritz Perls e la psicologia della Gestalt applica queste teorie all’uomo vien fuori che la persona è da intendersi non come un’insieme di parti che la compongono, corpo,mente, pensieri, immaginario, sentimenti, movimento, ma come una totalità ben più complessa.  Il funzionamento della persona è dato dall’integrazione di tutti questi elementi nel tempo e nello spazio.

    Ecco perché la psicologia della Gestalt non si accontenta di curare un semplice aspetto della persona, ma preferisce piuttosto curare l’unità.  Il processo omeostatico prende particolare importanza all’interno delle teorie diffuse da Fritz Perls e da tutta la dottrina Gestalt. Si tratta del processo che governa le funzioni basilari della vita, e che ha lo scopo di conservare inalterato l’equilibrio dell’organismo. Ogni sua alterazione causa mutamenti dello stato della salute.

  • Medicina Ayurvedica

    Date: 2010.07.08 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    La medicina ayurvedica è la naturale tradizionale indiana. La sua origine è antichissima e le sue radici si ritrovano nell’India di settemila anni fa. Il termine ayurveda è di origine sanscrito e letteralmente significa conoscenza della vita. La medicina ayurvedica dunque altro non è se non quella scienza che si prefigge di conoscere la vita.

    Gli obbiettivi principali di chi la pratica sono quattro:

    • prevenire le malattie;
    • prendersi cura della salute;
    • mantenere uno stato di salute;
    • migliorare la longevità.

    Seppure alcuni la considerano esclusivamente una medicina, per gli indiani che la praticano si tratta piuttosto di una filosofia di vita, intenta a mantenere il benessere fisico e insieme mentale. L’ayurveda è infatti convinto che la salute, intesa come  equilibrio delle energie vitali, sia fondamentale per raggiungere una qualsiasi evoluzione spirituale.

    Ambiti d’azione della medicina ayurvedica sono i più svariati e nella cura dei propri pazienti questa scienza oggi rivalutata anche a livello occidentale,  tiene in considerazione l’ambiente nel quale il malato vive, la sua alimentazione ma soprattutto lo stato della sua crescita spirituale.

    Si tratta a tutti gli effetti di una medicina naturale che nell’elaborazione della cura a qualsiasi male utilizza sostanze naturali, prime fra tutte le erbe, i massaggi, e moltissime terapie di purificazione del corpo e della mente in associazione con tecniche di rilassamento.

    Più nello specifico, la medicina è tesa a cancellare quella netta separazione che spesso esiste fra il Se Illimitato e le espressioni del relativo. Con queste ultime si intende il corpo, i sensi e la mente.

    E’ questa separazione, comunemente detta errore dell’intelletto ad originare le malattie. Appare ovvio dunque che chiunque segua questa medicina e questa filosofia di vita cercherà prima di tutto di creare una situazione di equilibrio fra la mente e il corpo,stimolando perpetuamente la consapevolezza della propria natura.

    La medicina ayurvedica, dopo lo yoga oggi praticato da una folta schiera di popolazione occidentale, sta conquistando Europa ed America soprattutto per via del fatto che i suoi principi, immutabili non si possono confondere con alcuna corrente dottrinale. Si tratta piuttosto di elementi dettati dal buon senso che tradizionalmente si trovavano in ogni medicina e con il tempo sono stati soppiantati dalle moderne tecniche di cura.

    Fra le parti del corpo che maggiormente vengono prese in considerazione durante la diagnosi ayurvedica debbono essere citate la lingua, il polso, il viso, gli occhi e le unghie.

  • La Psicologia della Gestalt

    Date: 2010.07.08 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    psicologia gestaltLa corrente psicologica detta della Gestalt nasce e si sviluppa in Germania agli esordi del XX secolo, con maggiore precisione fra gli anni 10 e 30 del novecento e conobbe una buona e successiva prosecuzione in America dove i suoi principali esponenti si dovettero trasferire durante le drammatiche persecuzioni del periodo nazista.

    La parola tedesca, il cui significato è quello di forma, rappresentazione, venne usata per la prima volta in ambito tecnico da Ernst Mach e venne ripresa successivamente da Husserl e Von Ehrenfels. Fondatori della corrente psicologica che si focalizza principalmente su aspetti percettivi e del ragionamento, sono normalmente considerati Kurt Koffka, Wolfgang Kohler e Max Wertheimer.

    La psicologia della Gestalt ebbe eccellenti applicazioni in vari ambiti, primi fra tutti quello delle indagini sull’apprendimento, sulla memoria, sul pensiero e sulla psicologia sociale.

    Ancora oggi uno dei fondamenti di questa affascinante corrente di pensiero è che l’insieme risulta sostanzialmente differente rispetto alla somma delle singole parti. La teoria va quindi a scontrarsi direttamente con la corrente dello strutturalismo, che si diffuse in Europa ed America durante tutto l’ottocento.

    Impiantata sullo studio dei processi percettivi, la psicologia della Gestalt si dimostrò da subito altamente innovativa e non trovò accordo neppure con un altro movimento che durante il secolo scorso si era notevolmente diffuso: il  modello comportamentista. Secondo questo  gli animali risolvevano le situazioni problematiche grazie ai tentativi ed agli errori, mentre la spiegazione data dalla corrente della Gestalt era differente. Si proponeva una spiegazione basata sul formato del pensiero, dell’intuizione e della comprensione.

    Nell’ambito della psicologia sociale invece le teorie della Gestalt non spiegavano più il comportamento in relazione alle gratificazioni socialmente riconosciute come ad esempio l’elogio o l’approvazione ma secondo la teorie dell’attribuzione che poneva principalmente in risalto le sensazioni, le percezioni, gli obbiettivi, le convinzioni, le credenze e le motivazioni.

    La posizione venne perfezionata dagli studi di Goldstein che elaborò la celebre teoria della personalità; questa vedeva l’intero organismo partecipare al comportamento.

    Fra gli elementi teorici alla base della psicologia della Gestalt ricordiamo i più importanti:

    1)      L’esperienza umana non dovrà essere divisa nelle sue componenti elementari. Si dovrà piuttosto avere un atteggiamento olistico considerando il fenomeno diverso rispetto alla somma dei singoli comportamenti che confluiscono alla sua creazione.

    2)      La percezione non è mediata attraverso la sensazione, bensì si tratta di un processo immediato e le situazioni precedenti faranno semplicemente da sfondo a quelle attuali.

    3)      Il mondo circostante verrà identificato attraverso forme e schemi che verranno scelti per condivisione, apprendimento e imitazione.

    La psicologia della Gestalt ha ancora oggi un certo interesse soprattutto in merito agli aspetti fenomenici della percezione.

  • Psicologia Olistica

    Date: 2010.07.01 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    La scienza olistica opera con grande successo anche nella settore della psicologia nel quale si inserisce portando avanti il concetto di integrazione e d’insieme. L’obbiettivo è quello di far comunicare, mettere insieme tutti gli elementi che compongono un organismo vivente, un essere umano intero.

    La psicologia potrà essere detta olistica solo nel caso in cui terrà conto dell’unitarietà dei suoi pazienti e quando agirà simultaneamente su tutti i livelli, ricercando una connessione fra interiorità, storia personale, segni indelebili incisi nel passato di ciascuno di noi, fino a raggiungere i segreti della vita intrauterina. Terrà inoltre conto dell’aspetto fisico, emozionale, ormonale, ricercando fra questi livelli un armonico equilibrio energetico. Fra i primi brillanti scienziati a ipotizzare una forte connessione fra corpo e mente il noto Wilhelm Reich, connessione oggi non solamente accettata ma anche superata. Il dualismo fondamentale corpo spirito viene inteso dai moderni scienziati secondo un’accezione più ampia, che favorisce l’unitarietà dell’individuo inteso in tutte le sue componenti.

    A livello di approccio terapeutico, la psicologia olistica fa riferimento alle tre componenti principali presenti in ciascun individuo: la componente fisica, la componente emozionale e quella cognitiva. Queste faranno riferimento al tre cervelli ben distinti, per lo meno secondo la teoria di Reich, il cervello rettile, quello limbico e quello corticale. A questi tre sistemi si dovrà aggiungere quello centrale, definito il Sé o meglio ancora nucleo energetico. Si tratta in effetti della dimensione della coscienza, che da sola riesce a unire e trascendere i vari livelli di cui è dotato un essere umano.

    Tutte le esperienze che ciascuno di noi vive si articolano e strutturano simultaneamente su più livelli, che seppure si esprimono in maniera differente non potranno mai essere separati. Ecco perché l’analisi psicologica olistica non potrà mai analizzare singolarmente i livelli su cui si articola il vissuto di ciascuno di noi, ma dovrà procedere con un’analisi d’insieme. Questo consentirà di sciogliere gli eventuali blocchi, che saranno sia fisici, sia emotivi che cognitivi.

    In meno di cento anni la scienza olistica e nello specifico la psicologia ha compiuto passi da gigante, allargando non solo le proprie sfere di indagine, ma senza dubbio anche migliorando la terapia che ha aperto la strada ad un vero processo di interazione che consente a ciascun paziente di ritrovare l’equilibrio della propria unitarietà.

    Gli orientamenti della psicologia moderna saranno oggi capaci di elaborare non solo in vissuto di ciascun paziente, ma anche di analizzare il ricordo, la componente simbolica e quella ideativa delle proprie esperienze. Capisaldi della disciplina oggi saranno i concetti del ricordo, della percezione, della conoscenza e della sensazione sui quali ancora si lavora.

  • Scienza Olistica

    Date: 2010.06.29 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 1

    Definire significati e campi di azione della scienza olistica è tentativo che presenta diverse difficoltà, soprattutto perché più che di una  scienza si tratta di una filosofia, di un approccio nuovo alle problematiche che gli studiosi decidono di affrontare.  La scienza olistica diversamente da quel che accade per quella accademica,  si dimostra attenta alla complessità dei fenomeni che si verificano, ed indaga principalmente sulle relazioni e sull’interdipendenza che esiste fra questi.

    Il suo  scopo è principalmente quello di individuare nuove vie da percorrere attraverso le quali si potranno dare risposte più soddisfacenti alle problematiche della terra e dell’umanità tutta. La stessa etimologia del termine ci dovrebbe aiutare a comprendere una scienza tanto innovativa. Olistica è parola che degrada direttamente dal greco holos, con il quale si intende il tutto.

    La rottura con la scienza classica e specialistica, che si riferisce a specifici ambiti della realtà è chiara; la scienza olistica  si sforza sostanzialmente di comprendere in che modo gli aspetti della realtà sono collegati e quali siano le interazioni che da questi legami si vengono a creare.  Secondo numerosi scienziati olistici, per dare risposta ai problemi della Terra e dell’Umanità si dovrà scoprire qual è la struttura che collega tutte le creature viventi.

    Questa nuova scienza si occupa di  numerosi campi di ricerca, che presentano tutti alcuni caratteri in comune:

    • la  multidisciplinarità;
    • il fatto d’essere incentrati sullo studio di sistemi complessi.

    Questi ultimi sono quei sistemi nei quali gli elementi che li compongono subiscono continuamente delle modifiche. Queste singolarmente saranno prevedibili ma nel complesso sarà molto difficile intuirne il futuro evolversi.  Esempi di sistemi complessi sono la crosta terrestre, nel caso in cui si considerino l’insieme di situazioni che provocano i terremoti, gli ecosistemi, i sistemi economici o sociali e addirittura il sistema nervoso e climatico.

    Scienze che possono essere definite olistiche saranno :

    • l’ecologia, intenta nello studio della biosfera da intendersi come risultato dell’interazione fra popolazioni, ecosistemi e comunità;
    • studio dei cambiamenti climatici in quanto clima e terra stessa sono da intendersi come sistemi complessi;
    • lo studio dell’intelligenza artificiale.

    E questi sono solo alcuni esempi dei campi d’azione della scienza olistica.

    La principale critica mossa dalle scienze olistiche alla scienza tradizionale è stata quella di essere riduzionista. Differentemente dalla protagonista del nostro studio, la scienza classica si occupa dei problemi secondo un approccio modulare. Tende dunque a dividere in più parti il sistema che deve studiare e questo a detta della scienza olistica è un difetto in quanto esistono delle differenza tra un sistema e la somma delle sue parti. La suddivisione in moduli di interesse dunque potrebbe causare diversi errori valutativi.

  • Cultura alimentare e Dieta a confronto.

    Date: 2010.05.05 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Nei giornali femminili se ne parla spesso. Anche in quelle riviste che tentano di parlare di sport e benessere. Sto parlando delle “diete”.

    Si va da quella del mango fino a quella più famosa come la dieta Zona di Sears. Tutte le diete si concentrano solo sulle calorie, nessuna si interessa del benessere psicofisico dell’individuo. L’idea è semplice: seguo una dieta più o meno stretta così dimagrisco. Et voilà!

    Sto scrivendo dopo aver fatto esperienza di molte diete e metodi per tenere sotto controllo il peso. Sono passato dal classico conto delle calorie maniacale fino alla cucina Ayurvedica centrata sulla qualità del cibo e per nulla sulle calorie. Per poco tempo funziona tutto, anche la famosa dieta a Zona e perfino la cucina Ayurvedica senza contare le calorie. Per fortuna la nostra vita è più lunga del tempo di una dieta, quindi superato un certo periodo il corpo-mente si “ribella” e ritorniamo al nostro vecchio stile di alimentazione. Lo stesso stile che ci ha portato in sovrappeso.

    Dopo tante delusioni, un anno fa ho avuto il piacere di leggere un paio di libri dedicati all’alimentazione del ingegnere Roberto Albanesi. Dopo aver letto e praticato tanto sull’argomento ho effetuato una lettura critica e attenta. Le teorie di Albanesi non sono teorie. Albanesi parla soprattutto di modelli alimentari: anzi un solo modello, che ha chiamato “Dieta Italiana”.

    La Dieta Italiana è un modello molto pratico che introduce rispetto alle altre diete un paio di fattori interessanti per l’utente finale (ossia il grassottello di turno, in questo caso io!). Il primo fattore importante è l’indice di sazietà: questo paramentro permette di scegliere e di unire più cibi insieme per preparare piatti che siano ipocalorici, ma soprattuto sazianti.

    La sensazione di sazietà è una delle più belle cose che esista al mondo! Non c’è di più bello che mangiare fino a sentirsi sazi. Ci sono cibi che a parità di quantità calorica saziano meno. La Dieta Italiana permette di usare qualsiasi cibo (perfino la Nutella), ma dosando gli ingredienti in base all’ indice di sazietà oltre che a quello calorico.

    L’altra introduzione nel modello alimentare di Albanesi rispetto agli altri è l’appetibilità. Un fattore psicologico importante che coinvolge anche la fisiologia. Legato all’odore del cibo o al suo colore. L’appetibilità è la “ciliegina sulla torta” di questo modello alimentare.

    Dalla Dieta Italiana nasce la cucina ASI (Appetibile, Saziante, Ipocalorica). Grazie all’ingegnere Tibaldi ed il nutrizionista Dr. Vania esiste un intero sito (www.cibo360.it) dove è possibile trovare centinaia di ricette ASI.

    Il modello alimentare di Albanesi trova una totale esecuzione pratica nella cucina ASI, ma la Dieta Italiana non è solo questo. Un concetto fondamentale della Dieta Italiana è la coscienza alimentare. La consapevolezza di quello che mangiamo, della qualità e della quantità, è fondamentale per rimanere sani.

    Dopo anni di test sono giunto alla conclusione che una dieta ci rende stupidi ,per questo è possibile seguirla per poco tempo. E’ una offesa alla nostra intelligenza seguire una dieta rigida e chiusa, sopratutto non appetibile.

    La consapevolezza alimentare è l’unica strada per risolvere ogni problema di sovrappeso (non l’obesità!). Dalla consapevolezza nasce la creatività, conoscendo la qualità e la quantità dei cibi posso realizzare qualsiasi piatto che sia saziante, appetibile e ipocalorico (ASI). Senza consapevolezza è impossibile vivere in armonia con la propria alimentazione. Allora davvero è semplice: primo, conoscere la quantità di calorie giornaliere (come sedentari) assimilabili per ritornare in peso forma. Secondo, costruirsi un programma di alimentazione basato sui propri gusti ( e non su quelli del dietologo).

    La domanda nasce spontanea, ma allora alla fine dobbiamo tutti saper cucinare per essere in forma e non vivere con quei 10kg in più? Risposta: si! Ma quella è la parte più facile se non avete mai cucinato in vita vostra. La difficoltà può esistere per chi ha imparato a cucinare dalla mamma o comunque in famiglia. A quel punto la cosa fondamentale è “smantellare” o “integrare” con coscienza la vecchia cultura alimentare per poter vivere una nuova cultura alimentare basata sul gusto ma anche sulla salute.

    Sto scrivendo questo articolo perchè sono passati 12 mesi da quando ho inziato a leggere i libri del Ing. Albanesi e Ing. Tibaldi, da allora ho messo in pratica molti consigli, ma la cosa più bella che mi sia capitata è stata di aver “trovato” la mia coscienza alimentare.

    Oggi posso mangiare qualsiasi cosa, con consapevolezza delle calorie ingerite e della sazietà che quel cibo mi procurerà. Le mie scelte sono diventate senza sforzo le migliori possibili per essere in forma. In pratica non devo rinunciare a nulla, basta solo saziarsi con gusto. Il corpo-mente non rifuta questo modello alimentare perchè non è rigido, ma creativo. Se non vogliamo fare più diete possiamo iniziare da un programma ASI per poi dopo 30giorni finire con l’aver appreso una cultura alimentare “scritta”(da noi) su misura per noi (e non dalla mamma o gli spot televisivi!).

    La cultura alimentare non è una dieta, ma sono le vostre scelte quando andate al supermercato, al ristorante o state in cucina davanti ai fornelli.

    La mossa vincente è puntare a crearsi una propria cultura alimentare e dimenticare tutte le diete del mondo. Adesso mi sembra facile dirlo, quindi pensateci bene: mettereste mai dello zucchero nella vostra auto più di quanto il serbatoio ne possa contenere?

    Link sulla Dieta Italiana: www.dietaitaliana.it
    Il sito dell’Ing. Albanesi: www.albanesi.it

    (Scritto da Francesco Ferrante)

  • I sette Chakra…

    Date: 2010.05.04 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    1°: Chakra della radice “Muladhara” Le parti del corpo connesse sono: colonna vertebrale, ossa, denti, unghie e il sangue e la formazione delle cellule. Le ghiandole connesse sono: le surrenali.

    Se il primo chakra funziona in modo armonico, l’ esistenza sarà caratterizzata da soddisfazioni ,serenità, forza interiore, stabilità.

    Se i chakra superiori ad esempio si sono sviluppati maggiormente, di quelli inferiori, la sensazione che proverete di non completa appartenenza a questo mondo potrebbe indicare una carenza a livello del primo chakra.

    Se non funziona bene o è addirittura chiuso si sarà soggetti a identificarsi eccessivamente con gli aspetti materiali, soggetti a debolezze sessuali, si eccederà con il cibo , l’alcool ecc ecc. Sul piano fisico ci sarà l’incapacità a lasciarsi andare e il desiderio di possesso verrà esternato spesso in forma di stitichezza e sovrappeso. Si mancherà di resistenza fisica ed emotiva. Si potrà avvertire un senso di fuga rispetto alle situazioni da affrontare, ci si sentirà oppressi tutto questo fino a quando non si imparerà ad accettare le situazioni difficili come momenti fondamentali per il nostro cammino verso uno sviluppo olistico

    2°: Chakra sacrale “Svadhishthana” A livello fisico è collegato agli organi riproduttivi, reni e vescica. Tutti i liquidi come il sangue, la linfa, i succhi gastrici e lo sperma. Gli organi collegati sono le gonadi, ovaie prostata, testicoli.

    Il secondo chakra è il centro della creatività, delle energie sessuali e delle emozioni primordiali allo stato puro. Le nostre relazioni interpersonali, specialmente quelle con il sesso opposto, vengono influenzate dall’armonico o disarmonico funzionamento del secondo chakra.

    Il funzionamento armonico, si manifesta con lo scorrere naturale della vita e dei sentimenti, ci si apre a se stessi e agli altri con spontaneità e tranquillità. Si avverte in tutto il corpo un flusso di energia vitale che accarezza, anima e mente, quindi si avverte un senso di profondo appagamento. I sentimenti saranno spontanei, immediati.

    Un funzionamento disarmonico si verifica spesso nel periodo della pubertà in quanto il risveglio delle energie sessuali può infondere un senso di incertezza se ci si trova impreparati a gestire questo risveglio.

    Solitamente chi ha questo chakra bloccato o mal funzionante è incapace di esprimere spontaneamente il potenziale creativo della sessualità. Ne consegue, un manifestarsi in modo improprio di questa energia: eccessive fantasie sessuali oppure, repressione del desiderio sessuale che ogni tanto esplode. E’ importante consapevolizzare, che il motivo, per cui non si riesce ad ottenere un senso di appagamento, si trova all’interno di noi stessi.

    3°: Chakra dell’ombelico “Manipura” Le parti del corpo collegate sono: fondo schiena, addome, sistema digestivo, stomaco, fegato, milza cistifellea e sistema nervoso autonomo. Gli organi collegati sono (pancreas) fegato.

    Il terzo chakra viene anche definito anche, plesso solare, che rappresenta il nostro sole, il nostro centro di energia. Questa è la parte del nostro corpo da cui vengono irradiate le nostre energie emotive, è sempre questo centro a controllare per la massima parte i nostri rapporti con gli altri, le nostre antipatie e simpatie.

    Il compito più importante del terzo chakra è di affinare gli impulsi e i desideri dei chakra inferiori , consentendo a quelli superiori di manifestarsi nel mondo materiale per ottenere un appagamento più ampio.

    Lo stato generale del nostro umore dipende per larghissima parte dalla quantità di luce che consentiamo di far risplendere all’interno di noi stessi. Quando il terzo chakra è aperto, ci sentiamo illuminati, pieni di gioia. Se invece è bloccato ci sentiremo depressi o turbati, quindi anche la nostra visione della vita ne risentirà. Tramite il plesso solare percepiamo direttamente anche le vibrazioni delle altre persone e reagiamo di conseguenza. Se percepiamo, vibrazioni negative, la contrazione del terzo chakra ci avviserà del pericolo imminente.

    L’obiettivo però è rendere la nostra luce interiore talmente forte da avvolgere il nostro corpo come una se fosse una corazza protettiva.

    4°: Chakra del cuore “Anahata” Le parti del corpo associate sono: cuore, parte superiore della schiena, parte bassa dei polmoni, sangue, circolazione sanguigna, epidermide. Gli organi connessi sono il timo.

    Il chakra del cuore collega i tre centri inferiori fisici ed emotivi, ai tre centri superiori, mentali e spirituali. Tramite questo centro energetico riusciamo a cogliere la bellezza della natura come pure quel senso di armonia che esiste nella musica, nell’arte e nella poesia, è in questo chakra che immagini, suoni e parole si trasformano in sentimenti, il suo fine è arrivare ad una perfetta unione attraverso l’amore .

    Se il quarto chakra è completamente aperto, è il centro dell’amore profondo vero e incondizionato. Il quarto chakra svolge un ruolo decisivo nell’affinare le percezioni che accompagnano l’apertura del terzo occhio; infatti le più elevate capacità del terzo occhio si sviluppa simultaneamente con il chakra del cuore.

    Un chakra del cuore invece che funziona in modo non armonico si manifesterà in vari modi: un eccessivo altruismo, aspettandoci riconoscimenti o gratitudine in cambio dell’amore che abbiamo donato. Tenerezze e attenzioni ci metteranno a disagio.

    Sul pianofisico questo atteggiamento di solito viene accompagnato da un torace eccessivamente largo, che funge quasi da corazza di difesa interna contro ogni possibilità di attacco o sofferenza esterna. Saremo estremamente vulnerabili alle offese e dipendenti dall’amore e dall’affetto degli altri. Subentra instabilità e spesso stati depressivi.

    5°: Chakra della gola “Vishuddha” Le parti fisiche collegate sono: collo, gola e mascella. Orecchie, voce, trachea, bronchi, la parte superiore dei polmoni, esofago e braccia. Gli organi associati sono la tiroide.

    Il quinto chakra è il centro della capacità umana di esprimersi e comunicare Avere il quinto chakra completamente aperto vuol dire esprimere liberamente e senza remore i nostri sentimenti, pensieri e conoscenza interiore. Si sarà anche capaci di rivelare le proprie debolezze e mostrare le forze. Si possiederà l’abilitàdi esprimere completamente noi stessi attraverso la personalità. Se le circostanze lo richiederanno, si rimarrà in silenzio ad ascoltare gli altri con tutto il cuore e la comprensione. Liberi da pregiudizi e possedendo una grande apertura interiore, saremo aperti alla realtà delle dimensioni sottili dalle quali arriverà la guida della nostra voce interiore che ci accompagnerà lungo il cammino della nostra vita.

    Se invece questo chakra è bloccato verrà influenzato il livello di comunicazione fra mente e corpo e quindi o eccedere nella comunicazione o addirittura andare in chiusura, timorosi di viversi e portar fuori la propria conoscenza interiore.

    6°: Chakra della fronte “Ajna” Le parti del corpo collegate sono: volto, occhi, orecchie, naso. Cervelletto, sensi frontali, sistema nervoso centrale. L’organo collegato è la ghiandola pituitaria cioè l’ipofisi.

    La percezione consapevole dell’essere avviene tramite il sesto chakra.Questa è la sede delle più elevate facoltà mentali, delle capacità intellettuali di discernimento, nonchè della memoria e della volontà.

    Il terzo occhio completamente aperto ci da la possibilità di entrare in possesso di una capacità di visualizzazione molto sviluppata e della facoltà di intuire molte cose con immediatezza.

    La conseguenza più frequente del cattivo funzionamento di questo chakra è pesantezza alla testa. Saremo soggetti a ragionamenti disordinati confusi e totalmente dominati da conflitti emotivi irrisolti. Probabilmente saremo smemorati, la vita sarà disturbata, perderemo facilmente la testa nelle situazioni più impegnative, soggetti a vaneggiamenti sciocchi privi di uso, i nostri ragionamenti potrebbero conformarsi a quelli della maggioranza. La vita potrebbe essere dominata da desideri materiali, necessità fisiche ed emozioni incontrollate quindi reputeremo i ragionamenti e riflessioni spirituali solo una faticosa perdita di tempo.

    7°: Chakra della corona “Sahasrara” La parte fisica collegata è il cervello, l’organo collegato è la ghiandola pineale (Epifisi).

    Il settimo chakra accomuna in sè tutte le energie dei centri inferiori, è l’origine e il punto di partenza per la manifestazione delle energie di tutti gli altri chakra. La consapevolezza che ci arriva da questo centro energetico va al di là della conoscenza che ci deriva dal terzo occhio.

    Quando questo chakra si attiva, qualsiasi blocco presente negli altri centri energetici, finisce con il dissolversi.

    Non è corretto parlare di blocchi nel settimo chakra, può accadere che si sia sviluppato in misura maggiore o minore. Quando il chakra della corona inizia ad aprirsi, si attraverseranno momenti in cui la separazione tra la realtà interna ed esterna si dissolve sempre di più, non creando più fratture in noi stessi. La consapevolezza diventa completa. Tuttavia senza l’apertura di questo chakra, la vita potrebbe sembrarci senza senso e la paura della morte più forte. Solitamente quando ciò accade ci si rifugia in attività frenetiche, ci si ammala, e si è costretti al riposo.I messaggi del corpo non devono essere trascurati: potremo trovarci coinvolti in una esistenza superficiale ed impedire quindi che le nostre potenzialità si sviluppino completamente.

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Il Benessere Olistico:un diritto dell’essere umano.

    Date: 2010.05.03 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    “Benessere a tutti i costi?”, una condizione così naturale è diventata un modo per speculare, inventandosi di tutto, ed estremizzando a volte anche dei messaggi.

    Basti pensare che la nostra è una società fondata sul benessere, ma questo non impedisce a milioni di persone di essere insoddisfatti e infelici, anche se poi tutto sommato diciamo a noi stessi che non ci possiamo lamentare visto che ci sono altre parti del mondo, dove le persone, non hanno neanche il tempo e le condizioni di prendersi il lusso di essere insoddisfatti di qualcosa. Sto parlando di posti, ove vige la dittatura, la guerra e la miseria.

    So che per alcuni potrebbe risultare strano questo inizio di articolo, ma a volte è necessario non assumere l’atteggiamento anestetizzato di fronte a quanto sta accadendo. Tutto è molto relativo, infatti se un essere umano, la cui preoccupazione maggiore è sperare di essere vivo domani, diventasse confidente delle frustrazioni che viviamo, e di come rincorriamo il benessere, forse si metterebbe a ridere o meglio ci guarderebbe con un velo di giudizio, occhi che parlano e dicono: Vi rendete conto di quanto siete fortunati?

    Per alcuni potrei con quello che ho appena scritto essere fuori tema, ma non è così, perchè se parliamo di benessere olistico parliamo del tutto, e quindi un considerare non solo il nostro fare – a volte compulsivo – ma anche il nostro essere: l’approccio animico verso noi stessi e gli altri.

    L’uomo ha un corpo fisico-mentale-emozionale, e fin qui niente di nuovo, infatti non intendo spiegarne la differenza, ci sono tanti libri che in modo esauriente danno delle risposte, invece l’aspetto che bisogna considerare è che avere un approccio olistico a se stessi vuol dire innanzitutto considerarsi e considerare gli altri nella totalità.

    Non a caso la parola “olistico” proviene dal greco holos che significa “tutto”. In questo articolo parlo del benessere come di una condizione di diritto dell’essere umano, e non come un qualcosa da ricercare per dare un “valor plus” alla nostra esistenza.

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Breve riflessione sulla Verita’…

    Date: 2010.05.03 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Un aspetto da considerare in questo commercio “import-export” di benessere, è il ruolo della medicina alternativa detta anche integrata o complementare, che in questi ultimi anni ha preso sempre più piede

    Si è fatto un gran parlare di incontro fra approccio occidentale e orientale, ma se ne continua a parlare in modo separativo. Una non esclude l’altra.Io credo più che altro che ogni eccesso non vada bene, e non si dovrebbe assolutizzare niente anche molte delle speculazioni fatte sull’approccio olistico, non hanno fatto altro che creare confusione.

    Questo articolo vuole essere un invito alla riflessione, e il messaggio è: l’approccio migliore è sempre quello che offre autonomia e capacità di discernimento.

    La cosa importante è essere liberi, liberi da chi vi dice che ha trovato la verità: il segreto.Non esistono segreti, ma solo verità da riscoprire in noi stessi; la conoscenza vi aiuta a risvegliare la verità dell’essere.

    A questo punto sono felice di avere condiviso questo momento di riflessione con Voi.

    Ora ciò che ho scritto mettetelo da parte e fate voi la VOSTRA riflessione.

    “Credi a chi sta cercando la verità; dubita di coloro che la trovano.”(Andrè Gide)

    (Scritto da Erika Paiotti)

  • Benessere : bene nell’Essere non nel Fare!

    Date: 2010.05.03 | Category: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Se avessimo il coraggio di arrestare più spesso la nostra corsa alla vita, ci renderemmo conto che stiamo diventando via via, vittime di un sistema fondato sull’economia che affonda le sue radici su un crescente e manifesto bisogno di tranquillità, felicità, alta performance, successo,soldi etc.

    E’ come se fossimo sotto incantesimo, arrivando ad elaborare questo assunto: “per essere felice e stare bene devo diventare ….” e qui ognuno ci mette l’aggettivo che vuole.Diventiamo testimoni del successo altrui, avvertendo all’interno di noi, un pizzico di rammarico perchè non siamo al posto della persona, testimone del suo successo.

    A volte, proviamo invidia, e se a quel punto qualcuno ci dice, o ci fa intendere che conosce la strada per arrivare al benessere, possiamo cascare nella rete.Questo articolo lunge dall’insegnare qualcosa e vi dò di più potrebbe per alcuni essere considerato un modo per fare concorrenza a me stessa.

    Ho scritto articoli sulla cristalloterapia, cromoterapia, chakras e pubblicherò altro, ma a volte è necessario utilizzare questa tecnologia avanzata per trasmettere umanità ed etica, o per lo meno provarci.

    Chi ha creato questo portale un giorno mi ha detto: “voglio che si comprenda che dietro a queste macchine ci sono degli esseri umani!”E’ stupendo poter interagire ad un livello più umano. Tutti coloro che fanno parte di questoportale sono animati da un valore comune: RENDERSI autonomi E RENDERE autonomi!Invitiamo le persone a riflettere sul fatto, che non è necessario spendere migliaia di euro per acquisire una capacità che ormai è considerata un’attitudine esterna, un qualcosa che si vende in pacchetti offerta: sto parlando dell’avere stima in se stessi, detta anche autostima.

    Una parolina che racchiude in sè tanto e che ormai è diventato un prodotto il cui messaggio potrebbe essere comparato alla crema anticellulite. Il messaggio della crema è: “se acquisti la crema, ti va via la cellulite e la pelle è più liscia,quindi tu ti sentirai meglio e la tua vita andrà meglio”, nonchè i tuoi rapporti sociali, fino adarrivare ad avere più autostima.

    Stessa cosa dicasi per un messaggio del tipo: “fai corsi di autostima e la tua vita cambierà”; se non erro il risultato non è diverso.L’autostima è considerata la chiave del successo in tutti i campi, e del benessere psico-fisico.

    Pensate realmente che la stima di sè, passi solo attraverso processi razionali?Sicuramente ci sono molti casi in cui il percorso fatto potrebbe essere stato questo, ma in realtà anche questa è un’arma a doppio taglio, perchè se pure ci si arriva, diventiamo schiavi della performance e del mantenere quel benessere a tutti i costi.

    L’autostima, secondo il mio modesto parere, passa attraverso un percorso di consapevolezza e soprattutto di autosservazione priva di giudizio verso noi stessi.

    Benessere vuol dire il bene dell’essere e non solo del fare. Nel momento in cui ci sentiamo in pace con noi stessi e sentiamo quella tranquillità non condizionata dagli eventi esterni, a quel punto questo sentire illuminerà anche il nostro fare.

    Solitamente invece si tende a pensare il contrario, e il pensiero che sovviene è: “Quando avrò soldi starò bene”, “quando avrò successo sarò felice”…quando..quando…, si rimanda continuamente a domani una condizione interna, creando così per forza di cose un circolo vizioso che ci porta ed essere condizionati dagli eventi esterni.

    E se il nostro sistema economico ad un certo punto crollasse, e noi dovessimo rinunciare a corsi di autostima, creme, palestre etc. cosa diventeremo? Dovremmo considerare la possibilità di essere tutti infelici?

    Questo esempio potrebbe essere estremo, ma il mio obiettivo è quello di far consapevolizzare che noi abbiamo il potere di essere quello che vogliamo!

    Il benessere è una condizione a priori, non a posteriori!

    (Scritto da Erika Paiotti)