Bioenergetica e Osho Rebalancing.

Una domanda ad Unmila Malfatti professionista da 22 anni di massaggio profondo.

D: Hai parlato di W. Reich, di Lowen: ora vorrei sapere cos’è stata per te l’esperienza con la bioenergetica.

Negli anni settanta a Milano dove vivevo, arrivò questo nuovo tipo di terapia. In quel tempo mi ero avvicinata all’analisi per cercare di risolvere il mio male-essere esistenziale.
Mentre seguivo la mia terapia settimanalmente, qualcuno mi parlò di questi nuovi stages di gruppo. La mia curiosità e la mia sete di conoscere in pratica ciò che avevo solo letto, mi spinse ad iscrivermi.
Ne ho un ricordo molto controverso.
Nonostante mi ritenessi di larghe vedute, fui alquanto shockata dalla nudità, dalla violenza a volte dell’espressione: dubitai e desistetti.

Qualche anno dopo, ad analisi conclusa, mi trovai in Olanda per un gruppo residenziale di 15 giorni. Il contesto era particolare, una comune di discepoli di Osho, allora chiamato Baghavan.
Anche lì usavano la bioenergetica.
Uscii dal gruppo senza voce per il tanto urlare (male), ma con un’energia nel corpo inenarrabile, con una chiarezza nella mente inusuale per me, arrivai a Milano in pieno inverno, con le maniche corte dal caldo che avevo. Trovai nella casella un depliant con l’offerta del primo corso professionale della durata di un anno di Postural Integration.
Mi iscrissi anche se avevo in tasca solo cinquantamila lire ed il training ne costava due milioni e non sapevo dove trovarli. Non solo feci quel corso, ma grazie a quello e all’esperienza in Olanda arrivai poi all’ Osho Rebalancing.

Anche l’impostazione del massaggio chiamato Postural Integration si basa sulla lettura bioenergetica del corpo e interviene per ripristinare l’equilibrio perduto.
Quando provai su di me l’Osho Rebalancing, in America, capii che quella era la modalità che voleva il mio corpo, la mia mente e la mia anima.
Così tornai in Italia, raggranellai i soldi per tornare e ricominciare da tre. Avevo già imparato il massaggio connettivale profondo, ma ricominciare ad impararlo in un contesto residenziale di quattro mesi, di lavoro quotidiano col massaggio, la bioenergetica, la meditazione, il respiro, la danza, l’espressione corporea il counseling, la neurolinguistica.

Fu un’esperienza incredibile. Era un altro tipo di scuola. La cosa che mi metteva più in difficoltà era disimparare la tecnica in sè, ed imparare, invece, ad usare le tecniche col cuore.
Cambiò così tanto il mio modo di guardare la vita, che decisi dopo qualche anno di assistentato di frequentare il corso per teachers, così da poter condividere la mia meravigliosa, amorevole e rivitalizzante esperienza

Questa voce è stata pubblicata in Massaggio e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.