• Fritz Perls e la Gestalt

    Data: 2010.07.09 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Il famoso psicologo e psicoterapeuta Friedrich Salomon Perls, che più comunemente e sbrigativamente era chiamato Fritz Perls, nasce a Berlino nel 1893. Dopo essersi laureato in Medicina e specializzato in Psicologia lo studioso avrà la fortuna di avere come maestri personaggi del calibro di  Kurt Goldstein, Karen Horney e Wilhelm Reich.

    Nel 1934 essendo tedesco ebreo, si trovò per motivi razziali costretto ad emigrare in Sudafrica, presso Johannesburg dove nel 1935 riesce a fondare l’innovativo Istituto Sud Africano di Psicoanalisi. Solo qualche anno più tardi si trasferirà in America dove nel 1952 fonderà il Gestalt Institute of New York. In collaborazione con Goodman ed Hefferline scriverà il più grande testo relativo alla psicologia della Gestalt mai pubblicato con il titolo “Terapia  della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità umana“.

    Le teorie sviluppate dagli psicologi della Gestalt lo affascinarono non poco. Secondo queste innovative tendenze l’uomo non percepisce la realtà come un insieme di elementi distinti, ma questi vengono organizzati in sistemi significativi grazie al complicato processo percettivo.  A corollario delle teorie della Gestalt sta il concetto di base che vede nel tutto più della somma delle sue parti. Questa semplice regola sarà in grado di spiegare le modalità di funzionamento del processo percettivo, e in generale dell’apparato psichico. L’esempio più palese è quello della figura geometrica. Se si osserva un quadrato, non lo si percepisce come un insieme di quattro linee e quattro angoli, ma come un insieme unico.  Il risultato finale dunque, il quadrato, è molto più della somma delle sue parti.

    Definita dottrina olistica, la psicologia della Gestalt non si accontenta di analizzare gli elementi e le componenti, ma si interessa maggiormente  del fenomeno.  Quando Fritz Perls e la psicologia della Gestalt applica queste teorie all’uomo vien fuori che la persona è da intendersi non come un’insieme di parti che la compongono, corpo,mente, pensieri, immaginario, sentimenti, movimento, ma come una totalità ben più complessa.  Il funzionamento della persona è dato dall’integrazione di tutti questi elementi nel tempo e nello spazio.

    Ecco perché la psicologia della Gestalt non si accontenta di curare un semplice aspetto della persona, ma preferisce piuttosto curare l’unità.  Il processo omeostatico prende particolare importanza all’interno delle teorie diffuse da Fritz Perls e da tutta la dottrina Gestalt. Si tratta del processo che governa le funzioni basilari della vita, e che ha lo scopo di conservare inalterato l’equilibrio dell’organismo. Ogni sua alterazione causa mutamenti dello stato della salute.

  • Meditazioni di Osho

    Data: 2010.07.09 | Area: Meditazione | Risposte: 0

    Meditazione, relax, benessere sono tutti termini che trovano una certa affinità, eppure la società di oggi, frenetica e veloce non consente, il più delle volte, che l’uomo si fermi per qualche ora al giorno per dedicarsi al proprio benessere mentale.

    Perché l’uomo occidentale meditasse era necessario che la meditazione stessa venisse stravolta ma non per questo modificata radicalmente e cambiasse volto, mostrandosi adatta alla vita comune. E’ stato grazie alle tecniche di Osho che la meditazione è diventata qualcosa di totalmente nuovo, qualcosa di difficilmente catalogabile e descrivibile tanto che oggi può essere rumore e movimento, domani danza vorticosa o emozioni urlate.

    Si ma chi è Osho? Un maestro non convenzionale, un personaggio che con molta difficoltà potrà essere associato all’una o all’altra tipologia umana, dotato di un umorismo pungente il cui principale merito è stato appunto quello di aver reinventato la meditazione offrendo anche agli occidentali la possibilità di usufruirne.

    E’ cosi che la meditazione diventa uno stato di non mente, un tentativo di lasciare che qualcosa avvenga ma in uno spazio protetto. E questo spazio non necessariamente sarà costituito da luci soffuse e silenzio. Molto più spesso la meditazione Osho propone tecniche in movimento, attraverso le quali si potranno raggiungere dei veri e propri stati di trance. Vincolo fondamentale è che durante il movimento ci si senta se stessi, si riesca realmente a liberarci da tutto quello che lega la vita di ciascuno di noi, impedendo che questa sia al cento per cento soddisfacente.

    A rendere ancora più caratteristica la meditazione Osho, se già non lo fosse a sufficienza, è l’alternarsi al sui interno di diverse fasi che rendono la tecnica particolarmente complessa. Al dinamismo si contrappongono infatti lunghi momenti di stasi e viceversa, al rumore silenzio, all’espressione delle proprie emozioni lunghi momenti di ascolto dei propri pensieri. Tutto questo sarà fondamentale per mettere in mostra i propri sentimenti e stati d’animo in modo spontaneo e  prenderne coscienza iniziando a trasformarli in qualcosa di meravigliosamente positivo.

    Per questo le meditazioni si dimostrano particolarmente lunghe.  Se prendiamo in considerazione l’Aum Meditation ad esempio ci riferiamo ad una meditazione lunga 12 fasi ciascuna delle quali durerà 15 minuti, tutto un alternarsi di silenzi, rumori, stasi, danza, amore, odio, follia, riso e serenità. Si comprenderà come i sentimenti non fanno altro che fluire e scorrere, e se li si lascia andare ciascuno di noi sarà certamente più in pace con se stesso.

  • Theta Healing

    Data: 2010.07.09 | Area: Meditazione | Risposte: 0

    Quando parliamo di Theta Healing ci riferiamo ad una antichissima tecnica di guarigione olistica che è stata rivista e riportata in auge di recente dall’americana Vianna Stibal naturopata sensitiva. Si tratta grosso modo di uno stato meditativo che coinvolge non solo il fisico, ma anche la mente e il livello spirituale di ciascun praticante e conduce ad una equilibrata guarigione.

    Durante la meditazione attraverso la tecnica Theta Healing si potrà imparare a raggiungere un profondo stato meditativo e una disarmante condizione di relax. Durante la meditazione il cervello inizierà ad emettere onde theta, per intenderci le stesse che emette esclusivamente durante alcuni particolari momenti del sonno o magari durante una seduta ipnotica. L’emissione di queste onde consentirà a chi pratica la meditazione secondo tecnica Theta Healing di entrare in connessione con l’energia universale detta Fonte Creatrice in modo tale da diventare creatore, collaboratore e testimone del proprio processo evolutivo che altro non è se non la propria guarigione.

    Questo genere di meditazione, ancora poco conosciuta ma definita particolarmente efficace da chi la pratica basa le proprie teorie su principi scientifici, su pensieri creativi, ma il legame più forte è quello incondizionato con la divinità che si potrà raggiungere attraverso la preghiera.  Ben si lega inoltre con i principi della medicina Indiana e con quella cinese, sfruttando i concetti di meridiani e di chakra, e intendendoli come punti di transito dell’energia vitale che scorre in ciascun essere vivente.

    Il principio basilare del Theta Healing è particolarmente semplice: tutto quello che accade a ciascuno di noi è una propria creazione. L’uomo secondo questa filosofia è inteso come una calamita che attrae eventi, situazioni o addirittura persone grazie a quella particolare frequenza energetica che si emette, diversa in ciascuno di noi e che può mutare di momento in momento.

    Il segreto per vivere una buona vita dunque è quello di ripulire la propria energia personale, cancellando le convinzioni limitanti, o inserendo quelli che sono sentimenti mancanti in modo che l’individuo abbia la capacità di attrarre all’interno della propria vita ciò che desidera e che riuscirà a farlo vivere meglio.

    La tecnica Theta Healing è insegnata oramai in tutta Europa e negli ultimi anni ha raggiunto anche l’Italia. Grazie a questa tecnica si potranno inaugurare processi di guarigione emotiva, spirituale e soprattutto fisica.

    Ovviamente il Theta Healing non dovrà essere intesa come tecnica capace di sostituire la medicina convenzionale, ma potrà essere un eccellente collaboratrice per il ripristino di un ottimo equilibrio energetico.

  • Massoterapia

    Data: 2010.07.08 | Area: Massaggio | Risposte: 0

    Parlare di  Massoterapia significa riferirsi ad un insieme di cure che vengono realizzate grazie al massaggio di diverse parti del corpo del paziente. La sua origine è da ricercarsi in oriente, in Cina per l’esattezza, paese nel quale ancora oggi viene praticata con una certa costanza. DA li negli ultimi decenni ha raggiunto non solo l’Italia ma l’occidente tutto.

    Oggi la massoterapia è praticata in numerosi centri specializzati e rappresenta uno dei più noti e riconosciuti trattamenti fisioterapici. Scopo della massoterapia, che viene praticata sull’epidermide a livello superficiale, è quello di migliorare il trofismo dei tessuti, migliorare la circolazione del sangue, favorire nel caso in cui sia necessario l’eliminazione delle scorie metaboliche e soprattutto del grasso in eccesso, regalando al fisico una maggiore mobilità ed elasticità.

    L’azione rilassante del massaggio restituirà tono alla pelle, benessere ai tendini e legamenti, interessandosi soprattutto delle parti che sono andate soggette a traumi come ad esempio contratture, problemi reumatici o nervosi.

    Visto il campo d’azione davvero ampio la massoterapia è utilizzata in diversi settori come ad esempio la dermatologia, la reumatologia o la traumatologia. In quest’ultimo caso attraverso un massaggio mirato ma soprattutto attraverso la riattivazione della circolazione si renderà più veloce l’eventuale riassorbimento di ematomi ed edemi.

    Durante la pratica massoterapica normalmente non vengono utilizzati altri strumenti se non le mani, anche se in alcune circostanze è richiesta l’interazione con alcuni apparecchi, specialmente nel caso di massoterapia sportiva, sedute curative o rilassanti.

    Normalmente un massaggio non va mai oltre l’ora e il rilassamento profondo del paziente, nonché le migliorie fisiche invitano a rinnovare periodicamente le sedute.

    Dobbiamo ricordare almeno quattro applicazioni specifiche della massoterapia:

    1)    Il linfodrenaggio che viene normalmente praticato per la cura dei fastidiosi inestetismi causati dalla cellulite, e in casi meno rari per la cura di edemi linfostatici.

    2)    Il reiki termine composto che significa letteralmente aspetto universale (rei) ed energia (ki). Attraverso  un lievissimo massaggio cutaneo verrà restituita al fisico l’energia vitale, ristabilendo un piacevole equilibrio fra benessere mentale, spirituale e fisico del paziente.

    3)    Il massaggio shiatsu che possiede l’obbiettivo di ristabilire i flussi di energia presenti nel corpo del paziente attraverso delle pressioni localizzate, in perfetta corrispondenza con i meridiani del corpo.

    4)    Il massaggio connettivale, una tipologia di massaggio forse meno conosciuta ma non per questo meno efficace. Il fine è quello di attivare attraverso i riflessi, meccanismi di muscolatura liscia e scheletrica, normalmente lontani dall’applicazione.

  • Medicina Ayurvedica

    Data: 2010.07.08 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    La medicina ayurvedica è la naturale tradizionale indiana. La sua origine è antichissima e le sue radici si ritrovano nell’India di settemila anni fa. Il termine ayurveda è di origine sanscrito e letteralmente significa conoscenza della vita. La medicina ayurvedica dunque altro non è se non quella scienza che si prefigge di conoscere la vita.

    Gli obbiettivi principali di chi la pratica sono quattro:

    • prevenire le malattie;
    • prendersi cura della salute;
    • mantenere uno stato di salute;
    • migliorare la longevità.

    Seppure alcuni la considerano esclusivamente una medicina, per gli indiani che la praticano si tratta piuttosto di una filosofia di vita, intenta a mantenere il benessere fisico e insieme mentale. L’ayurveda è infatti convinto che la salute, intesa come  equilibrio delle energie vitali, sia fondamentale per raggiungere una qualsiasi evoluzione spirituale.

    Ambiti d’azione della medicina ayurvedica sono i più svariati e nella cura dei propri pazienti questa scienza oggi rivalutata anche a livello occidentale,  tiene in considerazione l’ambiente nel quale il malato vive, la sua alimentazione ma soprattutto lo stato della sua crescita spirituale.

    Si tratta a tutti gli effetti di una medicina naturale che nell’elaborazione della cura a qualsiasi male utilizza sostanze naturali, prime fra tutte le erbe, i massaggi, e moltissime terapie di purificazione del corpo e della mente in associazione con tecniche di rilassamento.

    Più nello specifico, la medicina è tesa a cancellare quella netta separazione che spesso esiste fra il Se Illimitato e le espressioni del relativo. Con queste ultime si intende il corpo, i sensi e la mente.

    E’ questa separazione, comunemente detta errore dell’intelletto ad originare le malattie. Appare ovvio dunque che chiunque segua questa medicina e questa filosofia di vita cercherà prima di tutto di creare una situazione di equilibrio fra la mente e il corpo,stimolando perpetuamente la consapevolezza della propria natura.

    La medicina ayurvedica, dopo lo yoga oggi praticato da una folta schiera di popolazione occidentale, sta conquistando Europa ed America soprattutto per via del fatto che i suoi principi, immutabili non si possono confondere con alcuna corrente dottrinale. Si tratta piuttosto di elementi dettati dal buon senso che tradizionalmente si trovavano in ogni medicina e con il tempo sono stati soppiantati dalle moderne tecniche di cura.

    Fra le parti del corpo che maggiormente vengono prese in considerazione durante la diagnosi ayurvedica debbono essere citate la lingua, il polso, il viso, gli occhi e le unghie.

  • La Psicologia della Gestalt

    Data: 2010.07.08 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    psicologia gestaltLa corrente psicologica detta della Gestalt nasce e si sviluppa in Germania agli esordi del XX secolo, con maggiore precisione fra gli anni 10 e 30 del novecento e conobbe una buona e successiva prosecuzione in America dove i suoi principali esponenti si dovettero trasferire durante le drammatiche persecuzioni del periodo nazista.

    La parola tedesca, il cui significato è quello di forma, rappresentazione, venne usata per la prima volta in ambito tecnico da Ernst Mach e venne ripresa successivamente da Husserl e Von Ehrenfels. Fondatori della corrente psicologica che si focalizza principalmente su aspetti percettivi e del ragionamento, sono normalmente considerati Kurt Koffka, Wolfgang Kohler e Max Wertheimer.

    La psicologia della Gestalt ebbe eccellenti applicazioni in vari ambiti, primi fra tutti quello delle indagini sull’apprendimento, sulla memoria, sul pensiero e sulla psicologia sociale.

    Ancora oggi uno dei fondamenti di questa affascinante corrente di pensiero è che l’insieme risulta sostanzialmente differente rispetto alla somma delle singole parti. La teoria va quindi a scontrarsi direttamente con la corrente dello strutturalismo, che si diffuse in Europa ed America durante tutto l’ottocento.

    Impiantata sullo studio dei processi percettivi, la psicologia della Gestalt si dimostrò da subito altamente innovativa e non trovò accordo neppure con un altro movimento che durante il secolo scorso si era notevolmente diffuso: il  modello comportamentista. Secondo questo  gli animali risolvevano le situazioni problematiche grazie ai tentativi ed agli errori, mentre la spiegazione data dalla corrente della Gestalt era differente. Si proponeva una spiegazione basata sul formato del pensiero, dell’intuizione e della comprensione.

    Nell’ambito della psicologia sociale invece le teorie della Gestalt non spiegavano più il comportamento in relazione alle gratificazioni socialmente riconosciute come ad esempio l’elogio o l’approvazione ma secondo la teorie dell’attribuzione che poneva principalmente in risalto le sensazioni, le percezioni, gli obbiettivi, le convinzioni, le credenze e le motivazioni.

    La posizione venne perfezionata dagli studi di Goldstein che elaborò la celebre teoria della personalità; questa vedeva l’intero organismo partecipare al comportamento.

    Fra gli elementi teorici alla base della psicologia della Gestalt ricordiamo i più importanti:

    1)      L’esperienza umana non dovrà essere divisa nelle sue componenti elementari. Si dovrà piuttosto avere un atteggiamento olistico considerando il fenomeno diverso rispetto alla somma dei singoli comportamenti che confluiscono alla sua creazione.

    2)      La percezione non è mediata attraverso la sensazione, bensì si tratta di un processo immediato e le situazioni precedenti faranno semplicemente da sfondo a quelle attuali.

    3)      Il mondo circostante verrà identificato attraverso forme e schemi che verranno scelti per condivisione, apprendimento e imitazione.

    La psicologia della Gestalt ha ancora oggi un certo interesse soprattutto in merito agli aspetti fenomenici della percezione.

  • Massaggio Olistico

    Data: 2010.07.08 | Area: Massaggio | Risposte: 0

    Tecnica delicata che coinvolge tutto il corpo nonché la mente e lo stato emozionale di ciascun paziente che gli si sottopone, quella del massaggio olistico non a torto è definita eccellente per ogni situazione. La finalità del massaggio è principalmente quella di portare sollievo, ma soprattutto di stimolare un processo di auto riequilibrio dei centri energetici presenti nel corpo.

    Massaggio OlisticoNon dimenticando la stretta relazione esistente fra mente e corpo, attraverso il massaggio olistico si potrà eliminare la tensione muscolare e cancellare lo stress emotivo che ogni giorno tende ad accumularsi nei tessuti. Tutte le emozioni che ci coinvolgono normalmente si soffermano su parti del corpo in particolare. La  rabbia ad esempio si concentra principalmente sulle spalle, la paura nei reni e in generale nella zona lombare, mentre il dolore all’altezza del torace.

    Attraverso il massaggio olistico il paziente potrà raggiungere un forte relax e un profondo benessere, riacquistando consapevolezza del proprio corpo e stimolando punti energetici  fondamentali a livello emozionale. Per questo il massaggio in questione è una coccola per il corpo, ma senza dubbio una dolce carezza per la mente e per la sfera emozionale.

    La correzione stimolata dal massaggio olistico non avverrà dunque esclusivamente a livello fisico ma anche a livello psichico, e regalerà una sensazione di diffuso e generale benessere.

    I risultati che vengono più spesso citati sono diversi:

    • eliminazione di dolori fisici e psicologici;
    • maggiore gioia di vivere e vitalità;
    • mente calma e lucida;
    • maggiore resistenza fisica e corpo più fluido;
    • maggiore armonia nella convivenza con se stessi e con gli altri.

    Il massaggio olistico potrà essere utilizzato nella cura e nel trattamento di diverse patologie. Le più comuni sono date da:

    • problemi circolatori e di cellulite;
    • tensioni articolari e muscolari;
    • miglioramento del rapporto con il proprio corpo;

    Non esiste un approccio tipico. Questo muterà e verrà personalizzato a seconda della persona, della situazione e delle esigenze. Si tratta in ogni caso di un massaggio delicato che può consistere in un semplice sfioramento della pelle o in leggere e localizzate pressioni. Normalmente il trattamento ad esordio sarà generalizzato a tutto il corpo in maniera tale da assicurare un riequilibrio fisico e mentale e solo successivamente il massaggio sarà indirizzato alla parte specifica da trattare. Spesso durante il massaggio vengono utilizzati oli essenziali mirati per ogni situazione.

    Al massaggio si potranno associare in base alle necessità consulenze omeopatiche o lettura della personale mappa energetica.

  • Psicologia Olistica

    Data: 2010.07.01 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    La scienza olistica opera con grande successo anche nella settore della psicologia nel quale si inserisce portando avanti il concetto di integrazione e d’insieme. L’obbiettivo è quello di far comunicare, mettere insieme tutti gli elementi che compongono un organismo vivente, un essere umano intero.

    La psicologia potrà essere detta olistica solo nel caso in cui terrà conto dell’unitarietà dei suoi pazienti e quando agirà simultaneamente su tutti i livelli, ricercando una connessione fra interiorità, storia personale, segni indelebili incisi nel passato di ciascuno di noi, fino a raggiungere i segreti della vita intrauterina. Terrà inoltre conto dell’aspetto fisico, emozionale, ormonale, ricercando fra questi livelli un armonico equilibrio energetico. Fra i primi brillanti scienziati a ipotizzare una forte connessione fra corpo e mente il noto Wilhelm Reich, connessione oggi non solamente accettata ma anche superata. Il dualismo fondamentale corpo spirito viene inteso dai moderni scienziati secondo un’accezione più ampia, che favorisce l’unitarietà dell’individuo inteso in tutte le sue componenti.

    A livello di approccio terapeutico, la psicologia olistica fa riferimento alle tre componenti principali presenti in ciascun individuo: la componente fisica, la componente emozionale e quella cognitiva. Queste faranno riferimento al tre cervelli ben distinti, per lo meno secondo la teoria di Reich, il cervello rettile, quello limbico e quello corticale. A questi tre sistemi si dovrà aggiungere quello centrale, definito il Sé o meglio ancora nucleo energetico. Si tratta in effetti della dimensione della coscienza, che da sola riesce a unire e trascendere i vari livelli di cui è dotato un essere umano.

    Tutte le esperienze che ciascuno di noi vive si articolano e strutturano simultaneamente su più livelli, che seppure si esprimono in maniera differente non potranno mai essere separati. Ecco perché l’analisi psicologica olistica non potrà mai analizzare singolarmente i livelli su cui si articola il vissuto di ciascuno di noi, ma dovrà procedere con un’analisi d’insieme. Questo consentirà di sciogliere gli eventuali blocchi, che saranno sia fisici, sia emotivi che cognitivi.

    In meno di cento anni la scienza olistica e nello specifico la psicologia ha compiuto passi da gigante, allargando non solo le proprie sfere di indagine, ma senza dubbio anche migliorando la terapia che ha aperto la strada ad un vero processo di interazione che consente a ciascun paziente di ritrovare l’equilibrio della propria unitarietà.

    Gli orientamenti della psicologia moderna saranno oggi capaci di elaborare non solo in vissuto di ciascun paziente, ma anche di analizzare il ricordo, la componente simbolica e quella ideativa delle proprie esperienze. Capisaldi della disciplina oggi saranno i concetti del ricordo, della percezione, della conoscenza e della sensazione sui quali ancora si lavora.

  • Scienza Olistica

    Data: 2010.06.29 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 1

    Definire significati e campi di azione della scienza olistica è tentativo che presenta diverse difficoltà, soprattutto perché più che di una  scienza si tratta di una filosofia, di un approccio nuovo alle problematiche che gli studiosi decidono di affrontare.  La scienza olistica diversamente da quel che accade per quella accademica,  si dimostra attenta alla complessità dei fenomeni che si verificano, ed indaga principalmente sulle relazioni e sull’interdipendenza che esiste fra questi.

    Il suo  scopo è principalmente quello di individuare nuove vie da percorrere attraverso le quali si potranno dare risposte più soddisfacenti alle problematiche della terra e dell’umanità tutta. La stessa etimologia del termine ci dovrebbe aiutare a comprendere una scienza tanto innovativa. Olistica è parola che degrada direttamente dal greco holos, con il quale si intende il tutto.

    La rottura con la scienza classica e specialistica, che si riferisce a specifici ambiti della realtà è chiara; la scienza olistica  si sforza sostanzialmente di comprendere in che modo gli aspetti della realtà sono collegati e quali siano le interazioni che da questi legami si vengono a creare.  Secondo numerosi scienziati olistici, per dare risposta ai problemi della Terra e dell’Umanità si dovrà scoprire qual è la struttura che collega tutte le creature viventi.

    Questa nuova scienza si occupa di  numerosi campi di ricerca, che presentano tutti alcuni caratteri in comune:

    • la  multidisciplinarità;
    • il fatto d’essere incentrati sullo studio di sistemi complessi.

    Questi ultimi sono quei sistemi nei quali gli elementi che li compongono subiscono continuamente delle modifiche. Queste singolarmente saranno prevedibili ma nel complesso sarà molto difficile intuirne il futuro evolversi.  Esempi di sistemi complessi sono la crosta terrestre, nel caso in cui si considerino l’insieme di situazioni che provocano i terremoti, gli ecosistemi, i sistemi economici o sociali e addirittura il sistema nervoso e climatico.

    Scienze che possono essere definite olistiche saranno :

    • l’ecologia, intenta nello studio della biosfera da intendersi come risultato dell’interazione fra popolazioni, ecosistemi e comunità;
    • studio dei cambiamenti climatici in quanto clima e terra stessa sono da intendersi come sistemi complessi;
    • lo studio dell’intelligenza artificiale.

    E questi sono solo alcuni esempi dei campi d’azione della scienza olistica.

    La principale critica mossa dalle scienze olistiche alla scienza tradizionale è stata quella di essere riduzionista. Differentemente dalla protagonista del nostro studio, la scienza classica si occupa dei problemi secondo un approccio modulare. Tende dunque a dividere in più parti il sistema che deve studiare e questo a detta della scienza olistica è un difetto in quanto esistono delle differenza tra un sistema e la somma delle sue parti. La suddivisione in moduli di interesse dunque potrebbe causare diversi errori valutativi.

  • Cultura alimentare e Dieta a confronto.

    Data: 2010.05.05 | Area: Medicina Olistica | Risposte: 0

    Nei giornali femminili se ne parla spesso. Anche in quelle riviste che tentano di parlare di sport e benessere. Sto parlando delle “diete”.

    Si va da quella del mango fino a quella più famosa come la dieta Zona di Sears. Tutte le diete si concentrano solo sulle calorie, nessuna si interessa del benessere psicofisico dell’individuo. L’idea è semplice: seguo una dieta più o meno stretta così dimagrisco. Et voilà!

    Sto scrivendo dopo aver fatto esperienza di molte diete e metodi per tenere sotto controllo il peso. Sono passato dal classico conto delle calorie maniacale fino alla cucina Ayurvedica centrata sulla qualità del cibo e per nulla sulle calorie. Per poco tempo funziona tutto, anche la famosa dieta a Zona e perfino la cucina Ayurvedica senza contare le calorie. Per fortuna la nostra vita è più lunga del tempo di una dieta, quindi superato un certo periodo il corpo-mente si “ribella” e ritorniamo al nostro vecchio stile di alimentazione. Lo stesso stile che ci ha portato in sovrappeso.

    Dopo tante delusioni, un anno fa ho avuto il piacere di leggere un paio di libri dedicati all’alimentazione del ingegnere Roberto Albanesi. Dopo aver letto e praticato tanto sull’argomento ho effetuato una lettura critica e attenta. Le teorie di Albanesi non sono teorie. Albanesi parla soprattutto di modelli alimentari: anzi un solo modello, che ha chiamato “Dieta Italiana”.

    La Dieta Italiana è un modello molto pratico che introduce rispetto alle altre diete un paio di fattori interessanti per l’utente finale (ossia il grassottello di turno, in questo caso io!). Il primo fattore importante è l’indice di sazietà: questo paramentro permette di scegliere e di unire più cibi insieme per preparare piatti che siano ipocalorici, ma soprattuto sazianti.

    La sensazione di sazietà è una delle più belle cose che esista al mondo! Non c’è di più bello che mangiare fino a sentirsi sazi. Ci sono cibi che a parità di quantità calorica saziano meno. La Dieta Italiana permette di usare qualsiasi cibo (perfino la Nutella), ma dosando gli ingredienti in base all’ indice di sazietà oltre che a quello calorico.

    L’altra introduzione nel modello alimentare di Albanesi rispetto agli altri è l’appetibilità. Un fattore psicologico importante che coinvolge anche la fisiologia. Legato all’odore del cibo o al suo colore. L’appetibilità è la “ciliegina sulla torta” di questo modello alimentare.

    Dalla Dieta Italiana nasce la cucina ASI (Appetibile, Saziante, Ipocalorica). Grazie all’ingegnere Tibaldi ed il nutrizionista Dr. Vania esiste un intero sito (www.cibo360.it) dove è possibile trovare centinaia di ricette ASI.

    Il modello alimentare di Albanesi trova una totale esecuzione pratica nella cucina ASI, ma la Dieta Italiana non è solo questo. Un concetto fondamentale della Dieta Italiana è la coscienza alimentare. La consapevolezza di quello che mangiamo, della qualità e della quantità, è fondamentale per rimanere sani.

    Dopo anni di test sono giunto alla conclusione che una dieta ci rende stupidi ,per questo è possibile seguirla per poco tempo. E’ una offesa alla nostra intelligenza seguire una dieta rigida e chiusa, sopratutto non appetibile.

    La consapevolezza alimentare è l’unica strada per risolvere ogni problema di sovrappeso (non l’obesità!). Dalla consapevolezza nasce la creatività, conoscendo la qualità e la quantità dei cibi posso realizzare qualsiasi piatto che sia saziante, appetibile e ipocalorico (ASI). Senza consapevolezza è impossibile vivere in armonia con la propria alimentazione. Allora davvero è semplice: primo, conoscere la quantità di calorie giornaliere (come sedentari) assimilabili per ritornare in peso forma. Secondo, costruirsi un programma di alimentazione basato sui propri gusti ( e non su quelli del dietologo).

    La domanda nasce spontanea, ma allora alla fine dobbiamo tutti saper cucinare per essere in forma e non vivere con quei 10kg in più? Risposta: si! Ma quella è la parte più facile se non avete mai cucinato in vita vostra. La difficoltà può esistere per chi ha imparato a cucinare dalla mamma o comunque in famiglia. A quel punto la cosa fondamentale è “smantellare” o “integrare” con coscienza la vecchia cultura alimentare per poter vivere una nuova cultura alimentare basata sul gusto ma anche sulla salute.

    Sto scrivendo questo articolo perchè sono passati 12 mesi da quando ho inziato a leggere i libri del Ing. Albanesi e Ing. Tibaldi, da allora ho messo in pratica molti consigli, ma la cosa più bella che mi sia capitata è stata di aver “trovato” la mia coscienza alimentare.

    Oggi posso mangiare qualsiasi cosa, con consapevolezza delle calorie ingerite e della sazietà che quel cibo mi procurerà. Le mie scelte sono diventate senza sforzo le migliori possibili per essere in forma. In pratica non devo rinunciare a nulla, basta solo saziarsi con gusto. Il corpo-mente non rifuta questo modello alimentare perchè non è rigido, ma creativo. Se non vogliamo fare più diete possiamo iniziare da un programma ASI per poi dopo 30giorni finire con l’aver appreso una cultura alimentare “scritta”(da noi) su misura per noi (e non dalla mamma o gli spot televisivi!).

    La cultura alimentare non è una dieta, ma sono le vostre scelte quando andate al supermercato, al ristorante o state in cucina davanti ai fornelli.

    La mossa vincente è puntare a crearsi una propria cultura alimentare e dimenticare tutte le diete del mondo. Adesso mi sembra facile dirlo, quindi pensateci bene: mettereste mai dello zucchero nella vostra auto più di quanto il serbatoio ne possa contenere?

    Link sulla Dieta Italiana: www.dietaitaliana.it
    Il sito dell’Ing. Albanesi: www.albanesi.it

    (Scritto da Francesco Ferrante)